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Alex Zanardi e gli incidenti che hanno segnato la sua vita: dalla tragedia del 2001 allo scontro nel 2020

Determinato, forte, incrollabile, Zanardi è stato un grandissimo esempio di forza interiore e coraggio. Ecco quali sono state le prove più difficili che ha superato

Alex Zanardi e gli incidenti che hanno segnato la sua vita: dalla tragedia del 2001 allo scontro nel 2020
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Con la scomparsa di Alex Zanardi, il mondo non ha perso soltanto un campione assoluto, ma anche un simbolo universale di coraggio, determinazione e resilienza. La vita del campione di automobilismo e paraciclismo è stata infatti segnata da una serie di incidenti che avrebbero spezzato chiunque, ma che non hanno fermato lui.

Il primo incontro con il destino è avvenuto nel 1993, sul Circuito di Spa-Francorchamps, in Belgio. Nel corso di una sessione di prove Zanardi rimase coinvolto in un grave incidente al termine della velocissima esse Eau Rouge. La sua Lotus andò distrutta. A quanto pare si trattò di un guasto alle sospensioni che lo portò a schiantarsi a oltre 240 km orari contro le barriere del Raidillon. Si concluse così la sua stagione.

Il pilota uscì da quell'incidente senza riportare gravissime lesioni, ma perse comunque conoscenza. Inoltre, a causa della forza dell'urto scaricata sulla schiena, il campione aumentò la propria altezza di 3 centimetri.

Ma questo, purtroppo, non fu l'unico incidente della sua vita, né il più grave.

Lausitzring (Germania)

A segnare l'esistenza di Alex Zanardi fu quanto accadde a Lausitzring (Germania) nel 2001. Era il 15 settembre, e il pilota stava disputando una gara del campionato CART. Zanardi si trovava a tredici giri dalla fine quando, uscito dai box dopo la sosta, perse il controllo del veicolo, che finì di traverso in pista. Proprio in quel momento stavano arrivando a tutta velocità Patrick Carpentier e Alex Tagliani: il primo evitò lo scontro, ma il secondo impattò con violenza contro la vettura all'altezza del muso. La Reynard Honda guidata dal bolognese venne spezzata in due.

Le condizioni di Zanardi apparvero subito gravissime. L'incidente aveva di fatto portato all'amputazione di entrambe le sue gambe e ci fu il concreto rischio di morte per dissanguamento. Steve Olvey, capo dello staff medico della CART, effettuò un bendaggio compressivo per bloccare l'arteria femorale destra. Venne poi usato un tornichetto per arrestare l'emorragia alla coscia sinistra.

La situazione era tanto disperata che Zanardi ricevette addirittura l'estrema unzione dal cappellano ufficiale del campionato CART, padre De Rea. Poi ci fu la corsa all'ospedale di Berlino. Dopo essere stato tenuto in coma farmacologico per quattro giorni, venne sottoposto a intervento chirurgico. Ci vollero sei settimane di ricovero e ben quindici operazioni per arrivare alla riabilitazione.

Pienza (Siena)

Nonostante questo immane dramma, Zanardi riuscì comunque a trovare la forza per combattere ancora e intraprendere una nuova strada, quella del paraciclismo. Si aprì per lui un nuovo mondo, una disciplina che lo portò a grandissimi risultati. Poi, il 19 giugno 2020, un nuovo gravissimo incidente.

Zanardi stava partecipando alla staffetta benefica "Obiettivo Tricolore" e si trovava lungo la Strada Provinciale 146, nel comune di Pienza (Siena) quando è avvenuto l'impatto con un camion. Anche in questa circostanza, le sue condizioni risultarono subito critiche.

Portato in elisoccorso all'ospedale Le Scotte di Siena, venne sottoposto a numerose operazioni per la ricostruzione facciale e cranica. Riportò infatti un grave trauma cranico. Nel 2021 si chiusero le indagini relative all'incidente: l'autista del camion risultò infatti privo di responsabilità penale.

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