Si è spento “Il Drago”: era soprannominato così Gianni Munari, 85 anni, il mago del Rally morto a Bologna dopo una lunga malattia. Il suo talento fu enorme e smisurato, tale da essere il primo italiano a vincere il campionato mondiale (all’epoca chiamata Coppa Fia) nel 1977 con la sua Lancia Stratos.
Una carriera irripetibile
Nato nel 1940 nella cittadina di Cavarzere (Venezia), si è affacciato al mondo dei motori poco dopo i 20 anni iniziando prima con i go-kart e poi come navigatore di Arnaldo Cavallari, anch’esso un pilota automobilistico morto nel 2016. Insieme si sono tolti enormi soddisfazioni con la loro (la prima auto) Alfa Romeo Giulia TI Super Quadrifoglio grazie alla quale hanno trionfato al primo Rally a San Martino di Castrozza.
Era davvero un pilota a 360 gradi perché, da solo, il talento non bastava: si occupa in maniera scrupolosa di tutti gli aspetti dell’auto, amava il lavoro di squadra e prestava attenzione ai minimi dettagli. Super concentrato, parlava pochissimo in auto: preferiva “sentire” la strada e pensare alle corse.
Vittorie su vittorie
Pian piano, ma nemmeno troppo, sono arrivate anche le prime affermazioni internazionali accanto alla vittoria del campionato italiano di Rally nel 1954 trionfando anche in Portogallo. Il volante ha iniziato a prenderlo nel 1965 mostrando tutto il suo talento: protagonista anche con la Lancia Fulvia HF ha vinto i campionati italiani nel 1967 e nel 1969 per poi diventare campione anche in Europa nel 1973. Un anno prima, da sottolineare, una vittoria clamorosa al Rally di Montecarlo quando aveva come navigatore Mario Mannucci.
Come accennato, le sue fortune arrivano anche e soprattutto con la sua Lancia Stratos, una sopra di “auto-leggenda”. Munari è subito vincente nel 1973, ad aprile, vincendo rally in Spagna e Francia: saranno poi sette le vittorie nel campionato mondiale di quell’anno che gli hanno permesso di alzare al cielo la Coppa Fia per piloti nel 1977.
La vita dopo il rally
Quando la Lancia tolse dalle competizioni la Stratos, Sandro Munari passò alla guida di una Fiat 131. L’anno del ritiro è nel 1984 dopo aver ottenuto ben 17 anni di soddisfazione: a quel punto ha scelto la strada della Formula 1 diventando team manager dell’Alfa Romeo.
“Se in Italia i rally sono diventati uno sport così popolare lo dobbiamo a Sandro Munari", disse qualche anno fa il pilota di rally, Miki Biasion, intervistato dalla
Gazzetta dello Sport in occasione degli 80 anni del "Drago". “Interpretava ogni situazione in modo perfetto. Che fosse neve, ghiaccio, fango o circuito, andava fortissimo ovunque; rally o pista per lui non c’era differenza".