Mourinho, niente sconto E' guerra tra Inter e Real

L'annuncio di Florentino Perez, presidente del Real Madrid: "Via Pellegrini, arriva Mourinho". Ma Moratti continua a pretendere 16 milioni per il via libera. E Josè pensa alle vie legali per liberarsi

Mourinho, niente sconto 
E' guerra tra Inter e Real

Milano - Come Giulio Cesare, è arrivato, ha visto, ha vinto. Lasciare Milano invece sta diventando più difficile del previsto. Per l’annuncio ufficiale di José Mourinho al Real Madrid sono ore decisive, il problema riguarda sempre i sedici milioni che Moratti vuole per divorziare dal portoghese che, dal canto suo, sostiene di vantare una promessa fattagli dal presidente all’inizio della stagione appena finita: «Se vinci tutto, ti libero gratis». Il portoghese - innervosito dalla situazione di stallo - sarebbe addirittura pronto a far causa al presidente Moratti: ci sono testimoni che hanno visto quella stretta di mano, il convincimento di José.

In serata Florentino Perez ha deciso di fare la prima mossa con un doppio annuncio: «Manuel Pellegrini non è più l’allenatore del Real Madrid, il suo posto verrà preso da José Mourinho. Con lui abbiamo pianificato un progetto ambizioso, è il migliore. Dobbiamo solo aspettare che risolva il suo contratto con l'Inter». In quegli stessi istanti Massimo Moratti stava volando proprio a Madrid per trovare il fatidico accordo. Con l’annuncio di Mourinho, Perez ha voluto lasciare la patata bollente in mano a Moratti che, non volendo rinunciare ai soldi della clausola rescissoria del contratto del tecnico portoghese, ha deciso di affrontare la situazione in prima persona. Ma non troverà Perez ad aspettarlo: «Non lo incontrerò» ha detto il presidente del Real. Moratti ha in mente un’alternativa che non modificherà la sostanza, il quantitativo di soldi, bensì la forma. Dei sedici milioni pretesi (contro gli otto offerti da Perez), il presidente nerazzurro potrebbe scontarne tre come conguaglio che l’Inter deve al Real per il bonus Champions inserito nel contratto di Sneijder mentre i restanti tredici potrebbero essere saldati con la cessione di un giocatore madridista di gradimento interista. Ecco a cosa si è lavorato tutta la scorsa notte.

Questa la conclusione di una giornata di trattative iniziata in mattinata con l’incontro Branca-Mendes (procuratore del portoghese). Poi, nel pomeriggio, si sono visti Rinaldo Ghelfi, ministro delle finanze dell'Inter, ancora Mendes e lo stesso José Mourinho. Il nodo dei due anni di contratto a cui Mou rinuncia è alla base del braccio di ferro tra Real e Inter. Soldi a cui Moratti non vuole rinunciare. Al termine dell’incontro con Ghelfi lo Special One ha rilasciato solo poche dichiarazioni: «Non è ancora tutto risolto con l'Inter, ora vado in vacanza e poi lavorerò in Spagna». Mourinho si sente già madridista e, anche se El Mundo Deportivo ha ricordato le sue parole d’amore quando era il braccio destro di Van Gaal - «oggi, domani e sempre con il Barcellona nel cuore» -, non c’è possibilità che rimanga a Milano: «No, è impossibile» la sua risposta. Mourinho è atteso domani a Madrid per pianificare i colpi di mercato.

Tra i quali non ci sarà Wesley Sneijder, che dopo le dichiarazioni di martedì («Tornare al Real? Tutto è possibile») ha corretto il tiro: «Rimango all'Inter». Aumento in vista per l’olandese, ma non è detto che risolva definitivamente il problema. Infatti Sneijder ha aggiunto: «La prossima stagione giocherò nell’Inter, ma le cose potrebbero cambiare fra dodici mesi». Un altro caso Maicon in vista? È evidente che il problema della rescissione con Mourinho blocca la scelta del nuovo allenatore. A Moratti ha fatto molto piacere l’apertura di Fabio Capello ma, sebbene sia il favorito (pronto un biennale, porterebbe con sé il fidato Franco Baldini, anche se c’è da verificare un'eventuale incompatibilità con Branca), non c’è stato ancora nessun contatto con il ct dell'Inghilterra. Una mossa calcolata, per evitare che Perez ne approfitti per chiedere uno sconto su Mou.

Capello, da parte sua, messaggi ne ha lanciati. «Se non vinciamo il Mondiale, sarà un fallimento» ha detto. Sottotitolo non virgolettato: in tal caso sarebbe più facile andarsene. Ora aspetta solo un contatto, un sms, una chiamata. Più defilati restano Guus Hiddink («La federazione turca non avrebbe piacere a dividerlo con un club» ha detto il suo procuratore) e Pep Guardiola, molto legato al Barcellona. Con Mihajlovic vicino alla Fiorentina e Leonardo come sogno, la bilancia pende a favore di Capello. Ma la decisione giocoforza non avverrà in tempi brevi. Il paradosso è questo: anche se il divorzio con Mourinho è cosa fatta, è sempre da lui che dipende il futuro dell’Inter.

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