Mps, i pm contro gli ex vertici: "Era un'associazione a delinquere"

I pm smascherano la cupola che orientava il business: "Così truccarono i conti". Gotti Tedeschi viene sentito in procura. Mussari: "Mai parlato, rispetto l'attività della procura"

Mps, i pm contro gli ex vertici: "Era un'associazione a delinquere"

Le accuse sono sempre più gravi. I pm di Siena adesso ipotizzano al vertice del Monte dei Paschi una vera e propria associazione a delinquere che truccò i conti dell'istituto con un disegno criminale. Insomma, dalla "banda del 5%" si passa alla cupola. È questa l'accusa delle toghe senesi ai danni degli ex vertici del Montepaschi, l'allora presidente Giuseppe Mussari, l'ex dg Antonio Vigni, il capo dell'Area Finanza Gianluca Baldassarri e il suo vice Alessandro Toccafondi, oltre a chi si occupò dell'acquisizione di Antonveneta.

Mentre Moody’s mette sotto osservazione per un possibile downgrade il rating di lungo termine "Ba2" dell'istituto senese e della controllata Capital Services banca per le Imprese, la giustizia fa il suo corso. E, mentre Pier Luigi Bersani querala il Giornale vietando di scrivere dello scandalo che sta facendo imbarazzare la sinistra, nell'inchiesta sugli ex vertici della banca spunta anche l'ipotesi di "un unico disegno criminale". All'origine dello scandalo c'è, appunto, l'operazione avviata nel 2005 da Mps con la tedesca Dresder Bank su un cdo, in pratica un bond strutturato con immobili a garanzia e, successivamente, travolti dalla crisi dei subprime. Alla base della truffa e dell'inchiesta c'è l'accordo con i vertici dei proprietari dell'Antonveneta, gli spagnoli del Banco Santander, per truccare i conti e gonfiare il valore della banca acquistata. Valore che è passato, allo schioccare delle dita, da 6,3 a 10,3 miliardi di euro, con una plusvalenza di 2 miliardi. L'accusa di "associazione a delinquere" va, dunque, ad aggiungersi alle ipotesi di truffa, turbativa dei mercati, false comunicazioni e aggiotaggio. Secondo i pubblici ministeri, gli ex vertici dell'istituto senese avrebbero appunto orientato operazioni fraudolente dell’istituto compiute all’insaputa del Cda. Questa mattina i magistrati hanno sentito il banchiere Ettore Gotti Tedeschi. L’ex presidente dello Ior è anche responsabile del Banco Santander in Italia. La procura di Siena, tuttavia, parla di notizie infondate sull’inchiesta Mps e "sta valutando l’apertura di un procedimento penale per insider trading ed aggiotaggio, trattandosi di società quotata presso un mercato regolamentato nazionale".

A questo punto, il Pd dovrà decidere se espellere Mussari dal partito. Ospite questa mattina su Canale 5 Mediaset alla Telefonata di Maurizio Belpietro, il vicesegretario piddì Enrico Letta ha chiesto, più in generale, "una commissione parlamentare d’inchiesta sui derivati nelle banche". Di derivati, alchimie finanziarie, Fresh bond, Alexandria e Santorini, Mussari, però, continua a diee di "non sapere cosa rispondere". Secondo l'ex presidente di Mps, l'allora responsabile dell'Area Finanza agiva in piena autonomia, con un portafoglio che arrivava a 2 miliardi di euro, dividendosi tra Milano e Londra. "Sui derivati noi abbiamo saputo quando l'irreparabile era ormai avvenuto", avrebbe ripetuto Mussari ai suoi avvocati, spiegando che tutto venne a galla solo nel 2010. Nonostante i vertici del Pd si chiamino fuori dalla scandalo, il centrodestra chiede spiegazioni per quello che appare un disastro bancario fra i più devastanti che abbia mai investito l'Italia. "È inaccettabile che nella grave vicenda del Montepaschi i dirigenti del Pd restino sul balcone a guardare", ha detto il segretario del Pdl Angelino Alfano in una intervista a Unomattina. "I cittadini - ha aggiunto l'ex Guardasigilli - debbono sapere che Mps può essere azzerato nei prossimo cinque anni dopo cinque secoli di vita, visto che la magistratura sta configurando il reato di associazione a delinquere". E, come anticipato oggi dal Giornale, proprio per tutelare i piccoli azionisti la procura di Siena starebbe valutando l’ipotesi di un sequestro preventivo di fondi per oltre un miliardo di euro.

Nel pomeriggio arriva una dichiarazione dell'ex presidente del Monte, Giuseppe Mussari: "In relazione alle vicende che riguardano banca Monte dei Paschi di Siena né io né il mio avvocato abbiamo mai rilasciato dichiarazioni". Questo "nel pieno rispetto dell’attività di indagine posta in essere dalla Procura". E all'uscita della procura, dov'è stato ascoltato per circa due ore, il presidente della fondazione Mps, Gabriello Mancini dice che va "tutto bene, tutto bene, piena collaborazione", senza aggiungere altro.

"Tutte le cose che si sono dette sulla stampa non hanno alcun fondamento, come sarà dimostrato, se verrà il momento". Così l’ad del Santander, Antonio Saenz, ha risposto durante la conference call sui conti 2012 alla richiesta di un commento sulla vicenda Antonveneta, avanzata da un analista di Mediobanca. "Per il Santander si è trattato di un’operazione di uscita da Antonveneta in un momento in cui - va ricordato - il mercato italiano aveva molta voglia di crescere e di comperare", ha spiegato Saenz, sottolineando che "era un altro ciclo, un altro momento, c’era a tutti gli effetti un altro mood". Nei giorni scorsi la stampa italiana aveva riferito indiscrezioni di un patto segreto tra il Santander, e Mps per alzare il prezzo della banca padovana e spartirsi la plusvalenza.

Sulla questione è intervenuto anche il presidente della Repubblia Giorgio Napolitano, secondo cui bisogna fare "chiarezza" e "tutelare l’interesse nazionale". In un'intervista con il direttore de IlSole24Ore, il Capo dello Stato avverte il rischio di immagine per la Banca d’Italia e quello conseguente che potrebbe andare ad incidere sulla percezione di stabilità del nostro sistema bancario da parte dei mercati. Per questo è necessario che si "manifesti quella consapevolezza dell’interesse nazionale cui sono di certo sensibili tutte le forze responsabili, ferma restando la netta distinzione tra la doverosa azione penale e le riconosciute condizioni di stabilità della banca oggetto d’indagine".

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