Un corteo rombante attraverserà la città domani dalle 15 alle 16. I motociclisti, riuniti nel movimento "Divieto", partiranno dal Saini alle 15 arrivando all'Arco della Pace alle 16 per chiedere l'annullamento dei divieti alla circolazione che scatteranno a ottobre 2027. Il piano del Comune, slittato da ottobre 2026 al 2027, prevede lo stop alla circolazione per moto e ciclomotori a due tempi Euro 2 e 3, diesel fino a Euro 3 e benzina quattro tempi fino a Euro 2 per 100mila a Milano e 260mila tra città e provincia. Ora l'obiettivo dei centauri è arrivare a raccogliere le 15mila firme necessarie per indire il referendum. Sono 5mila firme raccolte sinora e mancano solo due mesi. Sarà possibile firmare nel gazebo all'Arco e in quelli che FdI e il centrodestra organizzeranno nelle prossime settimane, e sul sito del Comune. "Ho depositato il quesito referendario nel marzo 2025 - racconta Riccardo Truppo, capogruppo di FdI in Comune - sancita la legittimità, rimangono solo due mesi per raccogliere le firme necessarie e permettere ai milanesi di esprimersi. Come comitato abbiamo deciso di aprirci a tutti i partiti interessati a questa battaglia di civiltà. Noi non vogliamo ulteriori rinvii ma l'abolizione della norma". La consultazione elettorale potrebbe arrivare già il prossimo autunno. "Il nostro obiettivo - conclude Truppo - è opporci ad ogni politica che imponga limiti di circolazione alle moto ma il quesito sarà anche l'occasione per esprimere un giudizio sulle politiche di mobilità di questa amministrazione".
Così stanno mettendo in ginocchio i milanesi le multe che stanno fioccando per il divieto temporaneo di percorrere la corsia preferenziale della 90-91 tra viale Serra e piazzale Lodi, normalmente accessibile a moto e motorini, per tutta la durata delle Olimpiadi. Fin qui nulla di strano, se non fosse che il nuovo divieto era stato segnalato solamente con un pezzo di scotch su un cartello stradale e comunicato alla cittadinanza solo una decina di giorni prima l'entrata in vigore.
Duplice l'ordine dei problemi: da un lato ci sono cittadini che hanno ricevuto multe anche di 9mila euro per ripetuti passaggi sotto le telecamere.
Dall'altro il dubbio, che sarà sciolto dall'avvocatura comunale, sulla legittimità del cartello con scotch che, se non dovesse risultare conforme al Codice della Strada costrigerebbe Palazzo Marino a risarcire i cittadini che hanno già pagato le sanzioni o presentatato ricorso. Il capogruppo della Lega in Comune Alessandro Verri, ha presentato un'interrogazione in consiglio. "Lo reputo un errore grave da parte dell'amministrazione, il responsabile dovrà pagare".