Musei Capitolini Così le porcellane di Sèvres hanno conquistato la modernità

I Musei Capitolini aprono le porte all’arte contemporanea. E lo fanno scommettendo sulle porcellane di Sèvres. Così oltre un centinaio di opere provenienti dalla più nota manifattura francese fino all’8 marzo animano l’esposizione La conquista della modernità, Sèvres 1920- 2008, alternandosi nelle sale dell’appartamento dei conservatori alle collezioni permanenti. Si tratta di un viaggio alla scoperta della ceramica dell’ultimo secolo, un excursus che inizia con un’opera particolare che accoglie i visitatori nella prima tappa del percorso espositivo: «La bocca», creata da Bertrand Lavier nel 2006. Si tratta di un canapè di porcellana, il primo di Sèvres, ispirato all’opera di Dalì, dipinto di rosso, lungo 170 cm e presentato per la prima volta negli appartamenti di Napoleone III al Louvre. Seguono poi lavori di giovani emergenti e opere di artisti di fama internazionale: il centrotavola «Ruines d’Egypte» di Anne e Patrick Poirier del 1978, che prende spunto dal centrotavola del servizio egizio di Napoleone; accanto trova spazio la sensuale opera «Odore di femmina» di Johan Creten, un busto fiorito del 2004 nel quale lo scultore belga ha modellato i fiori di biscuit di porcellana che coprono il corpo. Abbastanza singolare poi l’opera di Jean-Luc Vilmounth «Coppa Empreinte de Siam» (1990) , una grande forma di porcellana che racchiude l’impronte di un elefante. Non mancano anche i servizi di piatti commissionati dalla presidenza della repubblica per le cene ufficiali: uno su tutti il servizio «Du Millénaire» (2000-2003) con i decori di Philippe Favier. Un’intera sala è dedicata invece a Ettore Sottsass, il designer da poco scomparso, con diversi coloratissimi vasi.

Sul finire del percorso espositivo un intenso profumo sorprende i visitatori: un’istallazione di 60 rose in biscuit di porcellana profumata realizzata nel 2006, in occasione dell’anniversario dei 250 anni trascorsi dal trasferimento della manifattura da Vincennes (dove è nata nel 1740) nella sua sede attuale, a Sèvres.

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