Roma - Apre in Italia il primo museo egizio in assoluto all’estero ad essere di proprietà e gestione diretta del Cairo. Quella che sarà anche la prima esposizione permanente di arte egizia a Roma sarà ospitata dall'Accademia d'Egitto, l'unica araba e africana nel nostro Paese. I capolavori che illustrano l'intera civiltà egizia, dalla preistoria all’epoca islamica, saranno in mostra da ottobre. All'inaugurazione, stamattina, erano presenti il presidente dell'Egitto, Hosni Mubarak e il premier italiano Silvio Berlusconi, oltre al ministro egiziano della cultura Farouq Hosni, che ha diretto l'Accademia negli anni '80. Proprio Hosni ha sottolineato che il museo è "molto importante, che raccoglie pezzi unici, provenienti dalle maggiori istituzioni museali nazionali".
La ristrutturazione L'edificio dell'Accademia è stato costruito negli anni '60, all'interno di Villa Borghese, ed è stato ristrutturato nei mesi scorsi. Oltre al museo, l'edificio comprende laboratori, un cinema-teatro e una biblioteca composta da oltre 10mila volumi sulla storia e la cultura dell'Egitto. L'imponente facciata dell'Accademia è stata ampliata e richiama la storia del Paese: "La struttura dell’Accademia non si sposava né con lo stile architettonico romano né con quello egiziano. Ho chiesto all’architetto, che tra l’altro ha studiato qui per due anni, di realizzare una facciata antichissima e modernissima al tempo stesso", ha raccontato Hosni soddisfatto del risultato.
Le opere e le mostre Le 120 opere esposte partono dal periodo preistorico e arrivano alle epoche copte e islamiche, passando dal periodo faraonico e l’età greco-romana e quindi le epoche copte e islamiche. Con un occhio al presente: l’Accademia ospita anche una raccolta di arte egiziana moderna e contemporanea - tra cui una tela dello stesso Hosni, che continua la sua attività di pittore con mostre in tutto il mondo - e la collezione di egittomania appartenuta al re Farouk. I pezzi allestiti provengono dai maggiori musei egiziani. A capo del museo è lo stesso direttore generale di quello del Cairo Wafaa Elsadik, che ricorda come tra le opere più importanti figurino la magnifica statua di Chefren dell’VIII dinastia, lo scrigno a forma di piccolo sarcofago, che fa parte del tesoro di Tutankhamon e la gigantesca testa di Akenaton, il faraone che scelse un altro dio
e un’altra capitale.
giorni del periodo faraonico. Ad illustrare le epoche successive, poi, ci sono statue di giovinetti romani, steli, oltre a una bellissima copia del Corano di epoca più recente.
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