Allo scoccare della mezzanotte, su tutte le principali piattaforme di streaming online è uscito Acquario, il nuovo brano del cantautore Ultimo. A preannunciarlo era stato proprio il cantante romano, grazie a un post sui suoi canali social in cui aveva condiviso un'immagine con il simbolo del segno zodiacale dell'acquario, lo stesso di Ultimo, che è nato il 27 gennaio 1996 e che è pronto a spegnere 30 candeline. Tuttavia Ultimo aveva già cominciato a costruire l'attesa intorno a questo nuovo brano sin dall'uscita del suo album Ultimo Live Stadi 2025. L'album, che includeva tutta la scaletta che il cantante ha portato in tour lo scorso anno nei principali stadi d'Italia, contenteva infatti un cartoncino su cui si alternavano il simbolo dell'infinito e quello dell'acquario.
Di cosa parla il nuovo brano di Ultimo?
Con il titolo Acquario si evince sin da subito la volontà di Ultimo di creare un gioco di specchi e rimandi: da una parte, infatti, il cantante vuole giocare con le caratteristiche del suo segno musicale, dall'altro "denuncia" i lati negativi del successo, sentendosi come se fosse dentro un acquario. Mentre canta, Ultimo mostra le sue fragilità e quel desiderio di mostrarsi forte anche quando avrebbe bisogno di qualcuno che lo sostenga. "Non ho voglia di un abbraccio", canta, per poi aggiungere: "ma tu abbracciami ugualmente". A emergere soprattutto, però, è un istintivo desiderio di non essere ingabbiato o imbrogliato. Di non scivolare nella noia, in situazioni standard e precostituite. Ultimo canta della caratteristica tipica dell'acquario di non sapersi godere il momento, perché già proiettato in avanti, preoccupato da un futuro che deve ancora compiersi. "Ho capito che sto bene
Solo quando io sto male. E che pure quando è agosto penso spesso già a Natale," scrive, quasi confessando anche quella sua ormai nota ipocondria che ha messo anche all'interno del suo brano omonimo. "Ho capito che sto bene solo quando io sto male," è la frase con cui Ultimo sottolinea ancora una volta la sua fragilità e ad emergere è la ricerca del vero sé, della sua parte più vera: in una continua autoanalisi, dettata dalla sua natura di artista, Ultimo ammette di sentire qualcosa che gli manca, qualcosa che possa mettere a tacere quel sentimento per cui "tutto mi stanca". Il cantante descrive la sua fita disordinata e lo fa attraverso immagini specifiche, come "i vestiti sempre sparsi" e "i kiwi sono neri". Ma quei vestiti sparsi sono anche il simbolo di pensieri che non si fermano mai, che non sono in ordine: perché questa frase arriva dopo quella che recita "la mia mente è un vero armadio", un luogo celato ma comunque caotico. Ultimo nasconde i paradossi del suo carattere - come il fatto di rifare cose che sa già che non funzionano e che gli fanno male - dietro le caratteristiche del suo segno ("sono un caz*o di acquario", e allo stesso tempo analizza la sua carriera, sentendosi un vero e proprio acquario, una superficie limpida in cui tutti possono vedere, in cui tutti possono guardare. Un'esposizione, quella della fama, che lo fa sentire "sdoppiato", perché da una parte "sento l'eco di uno stadio" - come quelli che ha riempito nel corso degli ultimi anni -, ma dall'altra ci sono dei momenti in cui non può fare altro che "stare qui da solo". Acquario, dunque, è una canzone che parla di Ultimo, che mette in mostra non solo il suo lato vulnerabile, ma anche i suoi tanti paradossi, le contraddizioni che porta con sé e che spesso sono le prime ad essere attaccate. È però anche l'ennesimo capitolo di un racconto che Ultimo porta da anni, in cui cantare davanti a milioni di persone continua ad essere una necessità, ma anche una condanna a non poter essere più libero, a non poter essere solamente il Niccolò Marconi che si vedeva coi suoi amici al parchetto. Il suo parco ora è diventata un'arena a Tor Vergata che, il prossimo 4 luglio, ospiterà 250 mila persone, per un concerto che è stato in grado di battere già ogni record.
Il testo completo di Acquario, la nuova canzone di Ultimo
Ho capito che col tempo
Certe cose vanno giù
Che puoi starci pure attento
Ma non torneranno più
Ho lasciato appesa al frigo
Quella lista che volevi
Vedi tu che cosa farne
Butta i kiwi sono neri
Ho saputo fare pace
Con le mie battaglie perse
Non ho voglia di un abbraccio
Ma tu abbracciami ugualmente
Ho capito che ti piace
Fare la sveglia quando serve
Perché il sesso è come l'aria
Ti entra sempre facilmente
Mi guardo spesso dentro ma
Cosa mi manca
Mi guardo spеsso dentro ma
Tutto mi stanca
Mi guardo spesso dentro ma
Cosa mi manca a mе
Per essere me
Ho capito che sto bene
Solo quando io sto male
E che pure quando è agosto
Penso spesso già a Natale
Ho dormito con il gatto
E la televisione accesa
Ed ho sognato che rientravi
E chiedevi una mano con la spesa
E se t’incontro per la strada
Non è mica presunzione
Ma forse tirerei giù dritto
E starei zitto in soggezione
Però poi tu mi conosci
La mia mente è un vero armadio
Ed ho i vestiti sempre sparsi
Sono un cazzo di acquario
Mi guardo spesso dentro ma
Cosa mi manca
Mi guardo spesso dentro ma
Tutto mi stanca
Mi guardo spesso dentro ma
Cosa mi manca a me
Per essere me
Questa sera piove forte
Chiuso in casa bevo un po'
Certe cose fanno male
E so già che le rifarò
Sulla sedia che ho in cucina
Sento l'eco di uno stadio
E ora stare qui da solo
Fa sentire me sdoppiato
Ma alla fine sai che c’è
Che sono un cazzo di acquario
Mi guardo spesso dentro ma
Cosa mi manca
Mi guardo spesso dentro ma
Tutto mi stanca
Mi
Cosa mi manca a me
Per essere me
Mi guardo spesso dentro ma
Cosa mi manca
Mi guardo spesso dentro ma
Tutto mi stanca
Mi guardo spesso dentro ma
Cosa mi manca a me
Per essere me.