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Beatrice Venezi rompe il silenzio: "Alla Fenice risponderò in modo opportuno, io bullizzata dalle maestranze"

La nota della 36enne maestra lucchese, che lo scorso 22 settembre era stata designata direttrice musicale a partire dal 1 ottobre 2026

Beatrice Venezi rompe il silenzio: "Alla Fenice risponderò in modo opportuno, io bullizzata dalle maestranze"
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Beatrice Venezi rompe il silenzio all'indomani del suo 'licenziamento" dal teatro La Fenice. In una nota la direttrice d'orchestra sostiene di "non aver mai mancato di rispetto a lavoratori di nessun teatro" e racconta: "Sono stata offesa e bullizzata dagli orchestrali negli ultimi mesi". La nota della 36enne maestra lucchese, che lo scorso 22 settembre era stata designata direttrice musicale a partire dal 1 ottobre 2026 inizia così: "Prendo atto della dichiarazione del sovrintendente Nicola Colabianchi e della decisione della Fondazione Teatro La Fenice, che andrà comunque chiarita nelle motivazioni e a cui si dovrà rispondere in modo opportuno".

Nel comunicato inviato ai giornali e alle agenzie dal giornalista Aldo Belli, capo ufficio stampa di Beatrice Venezi, lei precisa che "solo successivamente" alla comunicazione pubblica di Colabianchi, l'artista "ha ricevuto una lettera formale di risoluzione della nomina" e che l'interessata "si astiene da ogni commento sull'eleganza della forma". La nota diffusa da Venezi sottolinea che è "evidente che le dichiarazioni rese dal maestro Venezi al quotidiano argentino 'La Nacion' il 23 aprile scorso" - quelle in cui si accusava di nepotismo l'orchestra e che hanno innescato la reazione di Colabianchhi - "avrebbero dovuto essere lette nel contesto dell'intervista e non distorte e strumentalizzate. È stata dichiarata una idea specifica e circostanziata che non poteva essere travisata".

"Mai sono mancata e mai mancherò di rispetto ai lavoratori di nessun teatro - dichiara Beatrice Venezi - a differenza di quanto invece ho ricevuto dai lavoratori de La Fenice negli ultimi otto mesi, che mi hanno costantemente e sistematicamente diffamata, calunniata, offesa e bullizzata, su social, giornali, tv in Italia e in tutto il mondo, con l'intento dichiarato di danneggiare la mia immagine professionale e conseguentemente la mia carriera". La nota ricorda che a tal proposito è "sufficiente scorrere la cronaca italiana e non solo dalla fine del 2025 per constatare la reiterata comunicazione lesiva del 'rispettò dovuto al maestro Venezi". "In Italia essere giovane è un handicap, e poi donna un aggravante. Il mio è il successo di una ragazza di provincia che si è fatta da sola. E questo non piace alla Casta", conclude Venezi.

Nel pomeriggio, con una nota, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, conferma quanto espresso da Palazzo Chigi nel suo comunicato, a proposito della libera e autonoma scelta del sovrintende della Fondazione Teatro La Fenice, Nicola Colabianchi, in relazione al licenziamento di Beatrice Venezi.

Si tratta a tutti gli effetti di un atto "insindacabile, pur condiviso appieno dal Ministro, sul quale il Governo non avrebbe potuto avere e in generale non intende avere alcuna facoltà di condizionamento". Lo fa sapere il MiC in una nota.

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