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Musica

Gianna Nannini inarrestabile: “Le nozze d’oro con la mia carriera”

L’artista pubblica “Giannagold” con quattro brani nuovi e tanti suoi classici riarrangiati in versione orchestrale

Gianna Nannini celebra le nozze d’oro con la propria carriera, non a caso il suo nuovo disco si intitola Giannagold, Gianna d’oro.

«È una raccolta di ventinove miei brani con quattro inediti e dieci completamente riarrangiati in versione orchestrale».

Una celebrazione.

«Un modo di celebrare l’inizio, era il 1976. Dopo aver cantato al Teatro Uomo (dove gli Area di Demetrio Stratos registrarono un ormai leggendario concerto - ndr), mi sono esibita al Teatro Gerolamo, sempre a Milano, c’era pure Ornella Vanoni che disse questa cantautrice non farà mai nulla. Poi però si è ricreduta».

E ieri sera, mezzo secolo dopo più o meno, Gianna Nannini è tornata proprio al Gerolamo quasi a dare un segno tangibile, reale, anche commovente alla ricorrenza. «Il mio sogno è sempre quello di andare alla Scala, per ora mi accontento di questo teatro che è considerato la bomboniera della Scala». In questi decenni è cambiato tutto tranne lei che, fisicamente, è scintillante anche grazie alla passione per il triathlon e, vocalmente, è forse meglio degli esordi, più disciplinata e colorita se non altro perché si è allenata in decenni di concerti. «Questo fisico è l’unico modo per essere davvero Giannagold», sorride lei con il volto incorniciato dallo stilosissimo colletto alzato della camicia, prima di iniziare a parlare come sempre inarrestabile, gioiosa, pungente. Neanche due mesi fa nel Waldbühne, un anfiteatro creato nel 1936 vicino a Berlino, ha cantato per ventimila fan, il 95 per cento dei quali, come conferma il manager Fabrizio Giannini, erano tedeschi a conferma di una popolarità che laggiù è come in Italia: totale. Dopotutto lei è la rocker europea per eccellenza, un’artista così credibile da poter raccontare che, dopo un concerto, Ian Gillan dei Deep Purple la volle conoscere. Dicesi Ian Gillan, uno dei cantanti simbolo del rock. È anche una delle poche italiane a poter annunciare contemporaneamente per il 2027 un tour italiano (organizzato da Vivo Concerti di Clemente Zard, debutto il 13 marzo al Modigliani Forum di Livorno) e anche un tour europeo che partirà il 14 ottobre ad Amburgo. Per non farsi mancare nulla, fra pochi giorni, il 10 novembre uscirà anche il libro Giannagold per La Nave di Teseo, che è autobiografia e racconto di questa avventura.

Ora Gianna Nannini al suo pubblico si sono aggiunti anche i giovanissimi.

«E difatti ultimamente non mi chiedono più l’autografo per la mamma. Io temevo che a un certo punto della mia carriera me l’avrebbero chiesto per la nonna e invece no...». (ride - ndr)

Merito anche di collaborazioni come quella con Marracash per la nuova versione di America.

«Grazie a Marra e anche a Dardust quel brano è stato scoperto da un nuovo pubblico. Dopotutto negli Stati Uniti mi dicevano che il futuro del folk sono le cosiddette varianti di brani già famosi e credo che anche per il rock sarà così».

A fine estate è uscito Meraviglioso errore, scritto con Dario Brunori e Antonio Di Martino. Quando si ascolta in radio sembra arrivare da un altro pianeta grazie al testo profondo e alla potenza dell’orchestra.

«Non conoscevo Dario, sono andata due giorni da lui in Calabria. Ci ero arrivata con il raffreddore e sono andata via con questo brano pronto».

E com’è nata Ricominciassimo, la ballata scritta con Gazzelle?

«Bisogna aprire le pareti della propria creatività e collaborare con nuove menti. Io l’avevo fatto già con Pacifico».

Tra pochi giorni sua figlia Penelope compirà sedici anni.

«Quando posso, la accompagno ancora a scuola e mi accorgo che è sempre più indipendente. E io ne sono felice, disorientata ma felice. E ho scritto un brano per lei. Si intitola Adolescenza e l’ho cantato solo accompagnata dal pianoforte».