Nostro inviato a Sanremo
Ci voleva un vero colpo di scena e c’è stato. Nella serata delle cover di Sanremo, quella più spettacolare ma anche più prevedibile, il colpo di scena è stato l’arrivo di Quattordici Gianni (Morandi) al fianco di suo figlio Tredici Pietro per cantare Vita, peraltro scritta da Mario Lavezzi e da Mogol, fresco premio alla carriera (voto 7 alla performance, 10 alla sorpresa). Il risultato finale è stato la seconda sorpresa: hanno vinto Ditonellapiaga con Tony Pitony (o TonyPitony tutt’attaccato come sembra abbia deciso ultimamente) davanti a Sayf con Alex Britti e Mario Biondi con "Hit the road Jack" (voto 8), Arisa con Il Coro Teatro Regio di Parma (“Quello che le donne non dicono”, voto 8,5), Bambole di Pezza con Cristina D’Avena in “Occhi di gatto” con un omaggio a “Whole lotta love” dei Led Zeppelin (voto 8), Sal Da Vinci con Michele Zarrillo in “Cinque giorni” (voto 7), LDA & Aka 7even con Tullio De Piscopo in “Andamento lento” (voto 6,5), Nayt con Joan Thiele in “La canzone dell’amore perduto” (voto 5), Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso in “Su di noi”(voto 7) e infine Luchè con Gianluca Grignani con “Falco a metà” (voto 7).
Ma ci sono state altre polemiche capaci di prendersi la scena. Ad esempio quella di Alessandro Gassman che ha postato su Instagram senza mezzi giri di parole che “quindi non era vero che quando un cantante è in gara a Sanremo, un parente non può partecipare al Festival. Io sarei dovuto andare per presentare una serie, ma mi hanno detto che non potevo perché padre di un cantante. Le regole non sono eguali per tutti”. Insomma c’è aria di polemica, nonostante il duetto con Aiello in “Era già tutto previsto” sia stato senza infamia e senza lode (voto 5).
E se Patty Pravo è stata superlativa in "Ti lascio una canzone" di Ornella Vanoni interpretata di fianco al primo ballerino della Scala (voto 9). Ma le pagelle sono secondarie rispetto alle polemiche. Quindi, poco prima dello “sfogo” di Alessandro Gassmann (che non si quanto sia utile al figlio), Gianluca Grignani di passaggio all’Ariston si è lasciato sfuggire una domanda: “"C'è anche il numero di Laura Pausini nei fiori così la posso chiamare?", in riferimento alle polemiche che li hanno separati negli ultimi mesi dopo la pubblicazione de “La mia storia tra le dita” cantata insieme.
E se Chiello forse ha raggiunto il punto più basso della serata con la propria interpretazione di “Mi sono innamorato di te” di Tenco (voto 4), resta comunque inutile andare avanti perché oltre Ermal Meta (voto 7) e Fedez con Masini (voto 8) che sono stati tra i veri protagonisti di questa serata, vale pena di segnalare Fulminacci con la
belva Fagnani in Parole Parole (voto 7). Alla fine, grazie anche alla positività della rinata Bianca Balti, la puntata è filata via dritta e puntuale. Tanto le polemiche continueranno oggi.