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Musica

Tutti i leader di destra che hanno apprezzato Guccini

La premier a 27 anni, nel 2004, citò il Cyrano mentre il leader della Lega e quello di Futuro Nazionale hanno dimostrato di essere fan della Locomotiva, brano anarchico

Un poeta è tale quando, con le sue parole, unisce tutti e porta chiunque a riflettere su quanto dice. E Francesco Guccini, benché sia stato incasellato come cantautore politicamente schierato, sicuramente non a destra, ha saputo farsi apprezzare da generazioni di italiani di qualunque colore politico. “Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista. Io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista. Io frocio, io perché canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino”, cantava, canta, ne L’Avvelenata, celebre sfogo di Guccini contro i critici musicali, gli intellettuali snob e i puristi della politica che lo accusavano di essersi venduto al mercato discografico.

Che non fosse di destra è sicuro ma questo non gli ha impedito di essere invitato da Giorgia Meloni ad Atreju, ricevendo però un cordiale rifiuto. La premier, prima di arrivare a Palazzo Chigi, nel 2004 a 27 anni, un passaggio di un altro brano iconico di Guccini, il Cyrano: “Facciamola finita, venite tutti avanti. Nuovi protagonisti, politici rampanti. Venite portaborse, ruffiani e mezze calze. Feroci conduttori di trasmissioni false… E voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l’uomo è solo in questo abisso. Le verità cercate per terra, da maiali. Tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali. Tornate a casa nani, levatevi davanti. Per la mia rabbia enorme mi servono giganti. Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco. E al fin della licenza io non perdono e tocco”.

Matteo Salvini ha spesso raccontato che a 16 anni, quando ancora le Lega era lontana dal suo futuro, suonava “La Locomotiva”. È forse uno dei brani più politici di Guccini, il racconto di un ferroviere anarchico che lanciò il suo mezzo contro un altro che, al contrario del suo, era un emblema del lusso. La canzone venne pubblicata nel 1972, quando l’Italia era attraversata dai moti operai, dalle proteste di piazza più violente e ne divenne un emblema, che tutt’oggi permane come esempio della produzione musicale della sintra, benché lui non si sia mai definito, non si sia mai incollato addosso alcuna etichetta. Ma la Locomotiva, nonostante il suo palese significato politica, è stata cantata anche da Roberto Vannacci nel corso del formato “Karaoke Reporter” di Radio Rock . Era ottobre 2023 e Vannacci spiegò la sua passione per Guccini in modo molto semplice: “La musica non ha colore politico”.

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