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Musica

Valditara alla Scala: “Il melodramma nei programmi scolastici come Manzoni”

Il ministro dell’Istruzione annuncia la svolta per i licei e le elementari: l’opera lirica e la storia della musica classica come strumenti identitari per cementare la cultura nazionale

Il Ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara durante la conferenza stampa per illustrare i risultati PNRR scuola. Ministero istruzione, Roma, Giovedì 08 Ottobre 2026 (foto Mauro Scrobogna / LaPresse) Minister of Education and Merit Giuseppe Valditara during the press conference presenting the results of the PNRR for schools. Ministry of Education, Rome, Thursday, October 8, 2026. (Photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)

Il 12 ottobre, alla Scala, si è parlato di scuola. Fortunato Ortombina, sovrintendente del teatro, ha fatto gli onori di casa, con Paolo Besana nel ruolo di moderatore. Titolo dell’incontro: Melodramma come letteratura nazionale. Ospite il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha annunciato «una piccola rivoluzione culturale».

Ministro, entriamo nei dettagli. Cosa succede?

Dall’anno prossimo lo studio del melodramma sarà un capitolo dei programmi di letteratura dei licei. Se ne occuperà il docente di lettere.

Perché questa scelta?

Perché è una straordinaria letteratura popolare, soltanto che è stata considerata minore, non degna della riflessione alta. È stata vista anche da un certo ceto intellettuale con disprezzo, quindi esclusa dai programmi.

L’opera come uno strumento identitario?

Certo. L’Italia si è unificata da un punto di vista culturale e della sensibilità anche attraverso le canzoni che qui a Milano, sotto il Regno d’Austria, cantavano i milanesi in spregio a Radetzky. L’opera è patrimonio dell’umanità ed è nata qui. La lirica era conosciuta da chiunque: dal cittadino che magari non recitava Leopardi, ma cantava Va’, pensiero, e che conosceva i personaggi storici attraverso le opere. Se vogliamo ricostruire la nostra espressione culturale e ridare centralità a ciò che ha contribuito a creare l’anima della nostra nazione, la nostra identità, non possiamo dimenticarci del melodramma. Oggi facciamo una grande operazione di recupero e di valorizzazione di quello che è stato, invece, un fenomeno importante: dare un cemento unificante agli italiani.

Come si tradurrà concretamente questa operazione?

Con un percorso di studio del melodramma all’interno della Letteratura italiana. Inserito nei programmi esattamente come il Manzoni.

In tutti i licei?

Le indicazioni nazionali al momento sono per i licei. Poi li estenderemo anche ai tecnici. Ci stiamo lavorando.

Andrete a firmare i docenti?

Sarebbe un’offesa al docente dire che ha bisogno di corsi, che non sappia approfondire e conoscere il melodramma. Non possiamo immaginare che un docente di Lettere non conosca il Nabucco, il melodramma o Mozart.

Il tutto a costo zero?

Certo. Si insegna forse Manzoni con risorse ulteriori? Le prossime indicazioni ministeriali chiariranno gli aspetti operativi. È evidente che un insegnante studia, si forma, fa della propria professione una passione.

L’Italia, però, non è solo opera. È anche la patria di Paganini, Vivaldi, Respighi. Abbiamo inventato le note, il rigo musicale, il pianoforte e il violino. Che spazio avrà la musica classica nella scuola?

Tutto questo entra per la prima volta nelle nostre scuole già da quest’anno, alle primarie, con la storia della musica classica, ovviamente in piccole dosi. Per far conoscere ai nostri bambini la bellezza della nostra cultura musicale.

A quando una rivoluzione più ampia, magari sul modello tedesco, con l’insegnamento della musica basato anche su un approccio pratico ed esperienziale? Mani sugli strumenti, insomma.

Noi stiamo lavorando con Agenda Sud e Agenda Nord, cioè sulla musica come strumento di riscatto, attraverso cui il giovane può valorizzare talenti inespressi. La musica è stata uno strumento per combattere la dispersione scolastica: abbiamo recuperato tanti ragazzi. Giovani che non andavano a scuola sono tornati perché attratti dalla presenza di un’orchestra, di una band, della chitarra o del violino.

A che punto siamo, infine, con l’Orchestra nazionale dei licei musicali?

Debutterà a Milano, proprio alla Scala, il 6 marzo.

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