Napoli, protesta Atitech: tensione a Capodichino

Scalo occupato, scontri con la polizia. Sdl: "Stipendi di luglio o proteste a oltranza". Ieri la riunione a Palazzo Chigi tra il sottosegretario Letta, il commissario di Alitalia Fantozzi. L'azienda dovrebbe chiudere il 31 luglio e la trattativa per l'acquisto da parte di una cordata è in stallo 

Napoli, protesta Atitech: tensione a Capodichino

Napoli - Scontri con la polizia. Momenti di forte tensione con tafferugli all’interno dell’aeroporto di Capodichino tra i lavoratori dell’Atitech che hanno bloccato i check-in dello scalo e la polizia in assetto antisommossa. Gli agenti sono intervenuti per spostare i manifestanti e rimuovere il blocco degli imbarchi in atto dal check in 36 al 44. La fine della protesta è stata determinata da tensioni sfociate in tafferugli tra la polizia in assetto antisommossa e i manifestanti. "Siamo stati caricati dalla polizia" denuncia Pasquale Lione, segretario provinciale Ugl trasporti.

La protesta Alcune decine di lavoratori della Atitech bloccano dalle 11 di oggi i check-in di Alitalia e AirOne all’aeroporto napoletano di Capodichino, provocando ritardi nelle partenze di quattro voli. Lo riferiscono la società che gestisce l’aeroporto e il sindacato Sdl. La protesta è scattata per il mancato pagamento degli stipendi di luglio, dice una nota del sindacato. "Mille famiglie senza stipendio, oltre i lavoratori in Cigs, anche quelli che hanno svolto attività lavorativa non hanno percepito nulla". I manifestanti hanno bloccato 12 check-in delle due compagnie, provocando il ritardo di tre voli interni (verso Fiumicino, Milano Malpensa e Milano linate) e uno internazionale (il Napoli-Parigi in code sharing con Air France), dice la Gesac, società che gestice lo scalo.

Riunione a Palazzo Chigi Ieri sulla situazione dell’Atitech si è svolta una riunione a Palazzo Chigi, a cui hanno partecipato tra gli altri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi. La società di manutenzione aerea, che è controllata dalla vecchia Alitalia e impiega circa 650 persone, dovrebbe chiudere i battenti il prossimo 31 luglio, mentre è in stallo la trattativa per l’acquisto da parte di una cordata. "Se nelle prossime ore non si dovesse sbloccare positivamente la situazione, a partire dal pagamento immediato degli stipendi e l’avvio immediato di un serrato confronto sul futuro dell’azienda, la lotta in atto proseguirà ininterrottamente" minaccia il sindacato Sdl.

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