Clochard muore nella Galleria Umberto. "Nulla è cambiato"

L’uomo sarebbe deceduto a causa di arresto cardiocircolatorio. La tragedia riporta all’attenzione il degrado che affligge la Galleria Umberto

Clochard muore nella Galleria Umberto. "Nulla è cambiato"

Una vita che se si spegne nel silenzio e nella solitudine. Così è andato via Salvatore, un clochard di 49 anni, deceduto improvvisamente in una calda giornata di giugno. Il suo corpo senza vita è stato rinvenuto nella Galleria Umberto, tra le reti di una impalcatura e una vetrina del noto negozio di Antonio Barbaro. Morte per arresto cardiocircolatorio, secondo gli agenti dell'unità Emergenze sociali della polizia municipale intervenuti mentre stavano effettuando un giro di perlustrazione.

Siamo a due passi dal teatro San Carlo, dalla scenografica piazza del Plebiscito e dalla vivace via dello shopping di Via Toledo. Eppure nella Galleria, un tempo considerata come uno dei luoghi più eleganti della città, il degrado non manca. La situazione è stata più volte denunciata da residenti e commercianti. Gruppi di ragazzini che giocano a pallone di sera, atti di violenza, sporcizia, senza fissa dimora che stazionano sia all’interno della struttura che all’esterno.

Su quest’ultimo fronte il Comune già da qualche mese è impegnato a collocare i clochard, o parte di essi, in centri di accoglienza. Un intervento che non ha dato i frutti sperati: non poche persone, infatti, hanno scelto di restare.

"Guardi, ce ne sono altri due accampati proprio ora sul lato di via Verdi, con le loro borse e valigie", fanno notare ad un giornalista di Repubblica due commessi del negozio di Barbaro aggiungendo che scene simili nella galleria di Milano non si verificano. Tante gli impegni presi dal Comune ma pochi i fatti secondo Raffaele, uno dei portiere dei quattro palazzi al centro: "Il sindaco aveva promesso che sarebbero intervenuti con costanza ma non è cambiato granché”. E questo nonostante le numerose riunioni in Prefettura per discutere di sicurezza dell’area.

Palazzo San Giacomo si impegnava a "proseguire gli interventi finalizzati all'accoglienza dei clochard presso idonee strutture". Inoltre si parlava di controllo del monumento dalle 8 alle 20 da parte della polizia municipale e il restauro del pavimento e della cupola. "Sono passati quasi 6 mesi e il Comune non è stato in grado di sostituire un gradino di marmo, né uno degli oblò rotti sul pavimento. Sono disposto a pagarli io. Tutti noi condomini, tranne forse due soli civici su 12, abbiamo rifatto a spese nostre le facciate, mentre il Comune non ha fatto nulla. Addirittura ci piove in Galleria, perché la cupola è marroncina, ha la ruggine", ha affermato Riccardo Pierantoni, uno dei residenti. Un primo sopralluogo per la cupola c'è stato ad inizio giugno: sul posto i tecnici di Comune, Soprintendenza e condomini.

Lo stesso Pierantoni ha, poi, evidenziato come ci sia un altro tema delicato da affrontare: la presenza delle forze dell’ordine. "I vigili sono molto saltuari nell'ultimo mese a volte ci sono, altre volte no. All'inizio erano fissi, per esempio ieri pomeriggio alcuni giovanotti coi monopattini scorrazzavano e nessuno è intervenuto", ha spiegato il residente. Parole che non sono piaciute ad Antonio De Iesu, assessore alla Sicurezza, che ha replicato in modo durissimo: "Chi lo dice che i vigili non ci sono? Non è vero, sono in presidio fisso dalle 8 alle 20. Mi sono rotto le scatole di parlare sempre di Galleria. Per i lavori parli col prefetto".

Per aumentare la sicurezza nella Galleria Umberto il Comune voleva coinvolgere anche i privati. Questi ultimi, infatti, dovevano finanziare la sorveglianza notturna. Ma qualcosa non è andato secondo i piani. "Non si può pensare che aderiscano tutti i privati, mi risulta che non c'è unanimità da parte di tutti i 12 palazzi", ha spiegato Roberto Limoncelli, amministratore del civico 27 che non ha risparmiato una frecciata verso chi si lamenta del degrado ma compie pochi fatti.

Un aiuto concreto è stato garantito sia da Aicast, associazione che fa parte della Camera di commercio e dall'immobiliare Sidief: entrambe hanno offerto 11 mila euro per la vigilanza notturna per sei mesi. Gli altri costi sarebbe a carico dei condomini. La stessa Sidief avrebbe garantito la disponibilità anche di un immobile posizionato al piano terra per ospitare un gabbiotto dei vigili. Mosse che aumenterebbero la sicurezza all'interno della Galleria Umberto.

Commenti