Fibra ottica, a rischio lo stabilimento di Battipaglia che conta 300 dipendenti

L’azienda Fos soffre la concorrenza cinese che utilizza materiale di bassa qualità ma a un prezzo molto conveniente

Fibra ottica, a rischio lo stabilimento di Battipaglia che conta 300 dipendenti

Sono 300 i dipendenti di un’azienda di Battipaglia, nel Salernitano, che rischiano di essere licenziati in conseguenza della possibile chiusura della fabbrica. L’impresa è la Fibre ottiche sud (Fos) che, con l’indotto, coinvolge altre 600 persone. Negli ultimi tempi la concorrenza cinese ha messo in ginocchio lo stabilimento salernitano; molto più appetibili i prodotti stranieri, di bassa qualità ma con prezzi estremamente economici. Il gruppo Prysmian sta vivendo un momento di grande difficoltà e la possibilità che la fabbrica possa chiudere i battenti è concreta. A lanciare l’allarme sono le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, ma anche il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha fatto accenno, recentemente, alla situazione drammatica della Fos.

Il governatore è stato immediatamente citato dai sindacati che, attraverso una nota riportata dal Corriere del Mezzogiorno, hanno evidenziato il pericolo della perdita del posto di lavoro per centinaia di dipendenti.“Non abbiamo parole per descrivere la nostra rabbia – è scritto nel documento – il nostro sconforto e la delusione per l'ennesima mancanza di strategia industriale del nostro Paese. Lo snodo sta nel bando nazionale per la fibra ottica che, senza le mancate specifiche di competenza del ministero dell'Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, mette di fatto fuori mercato il prodotto specifico realizzato in Italia”.

In realtà, in Europa, dalla fine dello scorso anno, sono stati introdotti i dazi sui cavi ottici. Questa decisione penalizza oltremodo i prodotti italiani ed europei che non possono competere con quelli asiatici riguardo ai prezzi. I sindacati sono pronti a mobilitarsi e i lavoratori a scendere in piazza per protestare in maniera energica. Anche il sindaco di Battipaglia Cecilia Francese ha manifestato la sua preoccupazione. “Già da tempo – ha dichiarato sempre al Corriere del Mezzogiorno il primo cittadino –ho chiesto un incontro al ministero, ma non c'è stata alcuna risposta. Credo che sia doveroso che Comune, Regione, sindacati e anche la proprietà dell'azienda facciano fronte comune per strappare il risultato auspicato”.

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