Ruba merendine in una scuola di Caivano: arrestato 35enne

Il furto a poca distanza dal famigerato “Parco Verde”, una delle piazze di spaccio più grandi d'Europa

Ruba merendine in una scuola di Caivano: arrestato 35enne

Quando è stato perquisito, le forze dell’ordine lo hanno sorpreso con merendine, cialde del caffè, succhi di frutta, utensili da cucina, casse per il pc e bombolette spray. Questo il bottino di un ladro 35enne, che ha effettuato il furto nel plesso scolastico dell’Istituto comprensivo statale “Cilea-Mameli” di Caivano, nel Napoletano. L’uomo era stato notato dai carabinieri mentre a notte fonda usciva dalla scuola. Il malvivente spingeva un carrello per la spesa e ha insospettito i militari, i quali lo hanno avvicinato e arrestato. La scuola si trova non molto distante dal famigerato “Parco Verde”, una delle piazze di spaccio più grandi d'Europa.

Da sistemazione provvisoria negli anni ’80, dopo il terremoto in Irpinia, che provocò ingenti danni in tutta la regione Campania, è diventato un rione residenziale permanente. Un ghetto abitato da reclusi in casa, fisicamente separato dal resto della cittadina, segnato da stradoni perpendicolari di cui nessuno ricorda più il nome. Si chiama “Parco Verde” non perché ci sono alberi e piante, ma per il colore ormai sbiadito dei palazzoni, che sono separati da grandi cortili, dove regnano gli spacciatori.

Da questo luogo la droga parte per raggiungere numerose città italiane e centri dell’Europa dell’Est. Uno degli isolati del parco ospita le case popolari gestite dall'Iacp, che stabilisce gli aventi diritto all'alloggio in base a una graduatoria pubblica. Così dovrebbe essere, ma in realtà quelle abitazioni sono occupate da centinaia di inquilini abusivi. Famiglie spesso affiliate a una cosca camorrista o diseredati come l’autore del furto di merendine nella scuola. Gli stessi clan che da queste parti decidono, in piena autonomia, chi deve occupare, e per quanto tempo, quegli stabili. In questo isolato, il 24 giugno 2014, fu trovato il corpo di Fortuna Loffredo, una bambina di sei anni gettata dall'ottavo piano del palazzo dove abitava.

Questa estate è stata arrestata dai carabinieri l’ex convivente dell’uomo, che sta scontando l’ergastolo per l’omicidio della bambina lanciata dal tetto di uno degli edifici del Parco Verde. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dalla donna, 36 anni, rendendo così definitiva la sentenza di condanna a 10 anni di reclusione pronunciata un anno fa dalla terza Corte d’Assise di Appello di Napoli. Secondo i giudici la donna era a conoscenza delle violenze sessuali subìte dalla figlia più piccola, ma non aveva né denunciato gli abusi, né fatto nulla per impedire che si ripetessero.

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