Scampia, è finita l’attesa: iniziata la demolizione della vela verde

Avviato l'abbattimento della vela verde a Scampia. L'operazione di demolizione dovrà essere completata in 40 giorni

Il silenzio degli abitanti trepidanti, i cori degli studenti arrivati in corteo, poi il tonfo delle pinze conficcate nel cemento armato e gli applausi. Alle 11,17 di giovedì 20 febbraio è finita l’attesa per Scampia. È cominciata la demolizione di una delle vele che dovranno essere buttate a terra nel lotto M. A distanza di 17 anni dall’ultimo dei tre abbattimenti che tra il 1997 e il 2003 smantellarono tre vele ricadenti nel lotto P, due escavatori hanno iniziato ieri a colpire la vela verde e a buttarne giù una piccola parte. Ci vorranno 40 giorni per completare l’abbattimento, che rappresenta solo una prima tappa della riqualificazione di Scampia. Dopo la torre verde dovranno essere disintegrate anche quella gialla e la rossa. Resterà in piedi solo la vela celeste, che dovrà essere ristrutturata. Il progetto è stato finanziato per circa 18 milioni dal Piano Periferie 2016, per 9 milioni dal Pon Metro 2014-2020 e per 30 milioni dal Patto per lo sviluppo della città di Napoli.

Tanti i residenti di Scampia che si sono fermati ad assistere all’operazione di demolizione. Il popolo delle vele, molti giornalisti e curiosi si sono riversati nella vela celeste, situata dirimpetto: i balconi e le scale erano gremiti di spettatori. “Credo che questo sia per garantirci un futuro migliore. Questo è un momento storico, le vele sono il simbolo di Scampia. Anche se le persone scappano quando sentono Scampia, noi non siamo animali”, dice una donna che fino a due mesi fa viveva nella vela verde. Assiste all’avvio della demolizione dalle scale della vela celeste, dove ora abita. “Oggi, vedendo questa demolizione, mi sento un po’ dispiaciuta, però penso che facciano una cosa buona”, commenta Erminia, anche lei occupa un alloggio nelle vele. “Siamo consapevoli che non possiamo stare più qui dentro. Spero che quanto prima potremo andare via da qui”, auspica.

Le abitazioni sono piene di muffa e infiltrazioni di acqua, quando piove gocciola all’interno. All’esterno sono disseminati mucchi di rifiuti di ogni genere. Ida ha 73 anni e da 16 vive in queste condizioni nella vela celeste. “Queste case? Ti fanno morire 10 anni prima. Qui scorre e nessuno viene mai a riparare e noi di possibilità di andare via non ne abbiamo, altrimenti non staremmo qui”. Ida è convinta che quella sarà per sempre la sua casa, ma spera in un futuro migliore per i suoi figli e per la nipote incinta che oggi vivono con lei senza avere una residenza. E con questo desiderio ha guardato dall’ultimo piano praticabile, i primi pezzi della vela verde cadere giù. “Io sono 40 anni che vivo qui. Noi abbiamo lottato per questa demolizione, ma restano i ricordi”, dice un uomo mentre osserva con nostalgia quella parte della sua vita che si prepara ad andare via. Per il popolo delle vele e di Scampia demolire le vele significa porre fine ad anni di abbandono in cui quei mostri di cemento sono stati devastati dalla camorra, dall'incuria e sono diventati un simbolo negativo del quartiere e di Napoli.

“Oggi è uno di quei momenti importanti di un viaggio per la giustizia, per la legalità per i diritti. Qua, oggi, è l’evidenza che non si è mollato. È una vittoria del comitato Vele, una vittoria della città”, ha dichiarato il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. Il Comitato Vele lotta da decenni per garantire al popolo delle vele il diritto ad avere una casa e una vita dignitosa. Oggi, grazie alle sue battaglie, centinaia di famiglie risiedono in alloggi popolari nuovi. “Questi sono dei mostri, sono dei carceri speciali. Vedendo che si comincia ad abbattere uno di questi mostri, per noi è una grande soddisfazione, perché noi ci abbiamo sempre creduto. È una vittoria”, ha affermato Antonio Costagliola del Comitato Vele. Una vittoria anche dal punto di vista lavorativo, per l’organizzazione: l'impegno profuso per ottenere l’inserimento nelle opere di riqualificazione anche di lavoratori di Scampia in cerca di occupazione, ha permesso di impiegare nei lavori per la demolizione cinque disoccupati del posto. Ieri sera, a ridosso della vela gialla, il comitato Vele ha organizzato un concerto per festeggiare il primo traguardo raggiunto, quello conquistato con l’avvio dell’abbattimento della vela verde, nella consapevolezza che si tratta soltanto di un primo passo, perché – come hanno scritto sullo striscione che hanno calato sulla vela verde nella notte prima che le pinze iniziassero ad atterrarla – “Questo è solo l’inizio”.

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Commenti

ilcapitano1954

Ven, 21/02/2020 - 09:10

Forse farlo implodere con la dinamite sarebbe costato meno ed avrebbe impiegato meno personale, invece cosi la storia della vela dura molto di più, i media ne parleranno più a lungo, il personale impiegato sarà maggiore, e le spese saranno maggiori.

alberto_his

Ven, 21/02/2020 - 09:32

Ottima notizia! Si prosegua con l'opera di demolizione sistematica di immobili, ovviamente senza ricostruire