Napolitano attacca i presidi: va rispettato il minuto di silenzio

Roma«Non è stato retorica nei giorni scorsi il provare dolore, il commuoverci per i sei giovani miliari italiani caduti in Afghanistan, il rendere loro omaggio solenne, lo stringerci attorno alle loro famiglie così esemplari per forza d’animo e compostezza». È questo il passaggio più intenso del discorso tenuto da Giorgio Napolitano nel cortile del Quirinale, davanti a migliaia di bambini radunati per celebrare l’inaugurazione del nuovo anno scolastico. Le parole del capo dello Stato pesano molto. Non soltanto per il loro significato ma anche per il tono e l’occasione scelti per pronunciarle. Un tono prima indignato e poi spezzato dalla commozione di un singhiozzo al pensiero delle madri, delle mogli e dei figli dei militari uccisi. E visto che in platea ci sono insegnanti e studenti appare chiaro pure a chi è diretta quella vibrante nota di biasimo: ai presidi che si sono rifiutati di far condividere ai loro alunni il minuto di silenzio durante i funerali dei sei soldati italiani con la spiegazione di «non volerla buttare in retorica».
Napolitano invece invita i ragazzi a non esitare a pronunciare la parola «patria» per paura di cadere nella retorica. Poi alza decisamente il tono della voce per dire che «non è stata retorica» per il paese commemorare i propri caduti e la platea risponde alzandosi in piedi e applaudendo. Il presidente della Repubblica rivendica un comune sentimento che non può non provare chi sente di vivere in una «comunità» in un «paese» che è anche «patria» e auspica dunque che ci sia il modo di riflettere su questi concetti proprio in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Una tappa della storia che il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini intervenuta prima del capo dello Stato per il saluto agli studenti, si impegna a far sì che sia ricordata in modo adeguato in tutti gli istituti. «Da quest’anno la scuola si prepara anche alle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità di italia, un appuntamento che ha un alto valore simbolico - dice la Gelmini -. Mentre si approva il federalismo e ci si avvia alla valorizzazione delle differenze la ricorrenza dei 150 anni ci aiuta a riflettere sul sistema Paese e a non disperdere l’identità nazionale».
Napolitano invita pure i ragazzi a non credere nel successo facile e per farlo cita un passaggio del discorso tenuto dal presidente Usa Obama il primo giorno di scuola. «So che talvolta la televisione vi dà l’impressione di poter diventare ricchi e avere successo senza lavorare duramente: magari a basket o in un reality show. Ma il vero successo è duro da raggiungere richiede sforzi tenaci anche se non tutto quel che dovete studiare vi piace».

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