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Annabella Martinelli, tutto quello che non torna sulla sua scomparsa

Restano numerosi i punti oscuri: gli spostamenti in bici, le soste in pizzeria, le immagini delle telecamere e l’ipotesi che qualcuno potesse attenderla. Tutti i punti oscuri

Annabella Martinelli  (Foto fonte social)
Annabella Martinelli (Foto fonte social)
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Non si fermano le ricerche di Annabella Martinelli, la studentessa ventiduenne di Padova scomparsa la sera del 6 gennaio. Almeno fino a venerdì prossimo, le operazioni di perlustrazione del versante nord dei Colli Euganei, tra Rocca Pendice e l’area delle Fiorine, continueranno senza interruzioni. È quanto deciso nel corso dell’ultima riunione del Comitato di coordinamento per le persone scomparse, convocata a Palazzo Santo Stefano e guidata dalla Prefettura.

Il vertice in Prefettura

Al tavolo erano presenti rappresentanti di Carabinieri, Vigili del Fuoco, Protezione civile, Soccorso Alpino e Speleologico, oltre al sindaco di Teolo. Tutti concordano su un punto, Annabella potrebbe trovarsi ancora nell’area collinare. Per questo motivo, nonostante le perlustrazioni già effettuate, si è deciso di non interrompere le ricerche.

Dopo l’imponente dispiegamento di mezzi di domenica scorsa, ieri l’elicottero dei Vigili del Fuoco non è decollato, ma le attività sono proseguite via terra con una ventina di operatori, supportati anche da unità cinofile di Polizia e Carabinieri. Un nuovo incontro è previsto nelle prossime ore per fare il punto sugli elementi raccolti e stabilire una possibile scadenza delle operazioni.

Le ultime ore prima della scomparsa

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione gli spostamenti della giovane, che al momento delineano uno scenario ancora frammentato. Annabella avrebbe lasciato la casa dei genitori, nel quartiere Forcellini, intorno alle 20, spiegando di avere un appuntamento con alcune amiche.

Da lì, si sarebbe mossa in bicicletta in direzione dei Colli Euganei. La prima sosta documentata è avvenuta a Selvazzano, in una pizzeria lungo la strada provinciale. Successivamente, la studentessa si sarebbe fermata in un altro locale a Treponti per acquistare una bibita, prima di iniziare la salita lungo la vecchia via Euganea.

La bici lasciata sul posto

L’ultimo punto certo è la frazione di Villa, dove Annabella si sarebbe fermata per consumare il pasto. Qui avrebbe chiuso la bicicletta con il lucchetto, allontanandosi poi a piedi e lasciando a terra i cartoni delle pizze acquistate poco prima.

Resta uno dei quesiti centrali dell’inchiesta, era sola o qualcuno l’ha raggiunta? Al momento non ci sono elementi che confermino la presenza di altre persone con lei, né è possibile stabilire se abbia condiviso quel momento con qualcuno.

Le immagini delle telecamere

Un contributo importante alle indagini arriva dai filmati delle videocamere di sorveglianza installate nella zona del municipio e lungo il percorso. Le immagini disponibili mostrano Annabella sempre da sola, senza che nessuno compaia accanto a lei nei vari spostamenti documentati.

Un dettaglio che lascia perplessi familiari e investigatori, secondo chi la conosceva bene, la giovane non si sarebbe mai avventurata da sola di notte, soprattutto in un’area poco illuminata e con temperature rigide come quelle di quei giorni.

Un periodo difficile alle spalle

Annabella era iscritta alla facoltà di Giurisprudenza a Bologna, città dove la famiglia le aveva affittato un alloggio. Negli ultimi mesi, però, avrebbe attraversato una fase complicata. Amici e conoscenti parlano di esami rimandati e della fine travagliata di una relazione sentimentale con un ragazzo conosciuto all’università.

Non conosceva bene i Colli Euganei e non sembrava avere motivi concreti per rifugiarsi in quella zona. Tuttavia, di recente aveva fatto un’escursione alle Fiorine insieme al padre, un luogo che l’aveva colpita particolarmente e che potrebbe aver influito sulla scelta di tornare lì.

Lo stato d'animo: “Sembrava confusa”

Chi l’ha vista quella sera la descrive come pensierosa, forse disorientata. Un’impressione che alimenta ulteriori interrogativi sul suo stato emotivo e sulle ragioni che l’hanno spinta ad allontanarsi da casa senza lasciare tracce o avvertire nessuno. Il suo profilo Facebook risulta inattivo e non emergono contatti o messaggi che possano fornire indizi su un incontro programmato.

La vicinanza della comunità

Il sindaco di Teolo, Valentino Turetta, ha espresso pubblicamente la vicinanza dell’intera comunità alla famiglia della ragazza.

"Vorrei sentire il papà di Annabella e fargli arrivare tutto il nostro sostegno – ha dichiarato –. Ci siamo parlati la mattina del 7 gennaio, quando la preoccupazione per l’assenza della figlia era già palpabile. Tutti speriamo che questa storia possa avere un esito positivo".

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