L’Ospedale Careggi di Firenze dovrà corrispondere 1 milione e 100 mila euro ai familiari di Davide Astori, il capitano della Fiorentina scomparso improvvisamente il 4 marzo 2018 a Udine, mentre si trovava in albergo prima della partita di campionato contro l’Udinese. La cifra sarà destinata alla compagna del calciatore, Francesca Fioretti, alla figlia Vittoria, ai genitori e ai fratelli di Astori, in seguito alla decisione del tribunale di Firenze confermata poi dalla Cassazione. La vicenda giudiziaria aveva visto la condanna a un anno di reclusione, con pena sospesa, del professor Giorgio Galanti, il medico che seguiva il calciatore.
Sarà dunque l'Azienda Ospedaliero-universitaria a pagare la provvisionale prevista da una sentenza del maggio del 2021, poi confermata nella scorsa primavera dalla Cassazione, cioè un risarcimento iniziale che sarà determinato dal tribunale civile. Il giudice aveva condannato il professor Galanti con la pena sospesa, e appunto al risarcimento. La legge però prevede che sia l’ospedale a versare i soldi, anche perché il professionista aveva seguito Astori svolgendo la sua attività istituzionale per la struttura pubblica. Più avanti l’azienda potrà decidere se rifarsi sul medico, nel caso ravvisasse colpa grave nella sua condotta. Anche la Corte dei Conti potrebbe muoversi. Se appunto ci sarà titolo per richiedere i soldi, è molto probabile che a versarli sia un’assicurazione, visto che tutti i medici che lavorano nel servizio pubblico fanno una polizza proprio per coprirsi in caso di colpa grave.
Secondo la Suprema Corte, Galanti non avrebbe interpretato correttamente alcune anomalie emerse durante una prova da sforzo cui Astori era stato sottoposto, anomalie che avrebbero invece richiesto ulteriori approfondimenti clinici. Il capitano della Fiorentina si sarebbe potuto salvare, se alcuni segnali della patologia di cui soffriva fossero stati indagati a fondo. È stata la tesi avvalorata dalla Corte di appello di Firenze con la conferma della condanna a un anno di reclusione (pena sospesa) per il medico. Astori, è stato accertato dai medici, morì per un arresto cardiaco dovuto a una cardiomiopatia aritmogena: una malattia silente, ma che secondo le accuse era affiorata con episodi di extrasistolia ventricolare evidenziati nei tracciati della prova da sforzo.
A Galanti, che all'epoca dei fatti contestati era direttore sanitario del Centro di riferimento di medicina dello sport dell'Azienda ospedaliero universitaria di Careggi, la Procura ha contestato il rilascio ad Astori di due diversi certificati di idoneità alla pratica del calcio, nel luglio 2016 e nel luglio 2017.
Secondo una consulenza tecnica effettuata da periti, i certificati di idoneità vennero rilasciati nonostante fossero emerse, nelle rispettive prove da sforzo, aritmie cardiache che avrebbero dovuto indurre i medici a effettuare accertamenti diagnostici più approfonditi al fine di escludere una cardiopatia organica o una sindrome aritmogena che, se fosse stata diagnosticata mentre si trovava in una fase iniziale, avrebbe consentito di interrompere l'attività agonistica di Astori e, tramite la prescrizione di farmaci, di rallentare la malattia e prevenire l'insorgenza di "aritmie ventricolari maligne".