Diversi supermercati siciliani sono finiti nel mirino degli hacker, con attacchi informatici che hanno compromesso i sistemi di refrigerazione provocando il deterioramento di quintali di prodotti alimentari. Gli episodi - registrati nella notte tra domenica e lunedì - hanno interessato diversi punti vendita della grande distribuzione, da Palermo a Catania fino a Ragusa. E mentre la polizia postale indaga per risalire ai responsabili, dal settore arriva l’allarme sui possibili danni economici.
Gli attacchi sarebbero scattati intorno alle quattro del mattino, quando i congelatori hanno raggiunto temperature tali da inutilizzabili numerosi prodotti. A spiegare quanto accaduto è Giovanni Arena, amministratore delegato del Gruppo Arena e delegato di Federdistribuzione Sicilia: “Anche la GDO siciliana è stata oggetto di attacchi hacker che sono pervenuti tramite i call center che monitoravano la telegestione dei banchi frigo di diversi punti vendita siciliani”, le sue parole al Tgr Rai Sicilia.
Per il momento i danni sembrerebbero circoscritti a un numero limitato di supermercati, ma resta alta la preoccupazione per il rischio di nuovi episodi. “Ci auguriamo che siano dei casi isolati che non si ripetano perché qualora dovessero ripetersi i danni potrebbero essere di svariate decine di milioni di euro”, ha avvertito Arena. Un rischio concreto per la grande distribuzione, già alle prese con le conseguenze delle incursioni informatiche e con la necessità di garantire la sicurezza dei sistemi che regolano la conservazione degli alimenti.
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire la provenienza degli attacchi e di verificare eventuali collegamenti con quanto accaduto in altri Paesi europei, dalla Svezia ad altre nazioni già interessate da episodi analoghi. Al momento, tuttavia, non è stata accertata l’esistenza di una regia comune.
La vicenda è arrivata anche sul tavolo del governo. Questa mattina è in programma a Palazzo Chigi una riunione coordinata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, alla presenza dei vertici dell’intelligence e del direttore dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. L’obiettivo è fare il punto sugli attacchi e valutare le possibili contromisure per evitare che l’offensiva informatica possa estendersi ad altri punti vendita.
