"Condizioni in rapido peggioramento": è questo l’ultimo bollettino diffuso dall’ospedale Monaldi sulle condizioni del bambino napoletano al centro del caso del cuore "bruciato". Nelle ultime 12 ore, spiegano i sanitari, il quadro clinico ha registrato “un ulteriore, progressivo e rapido peggioramento”.
Il piccolo era stato sottoposto due mesi fa a un intervento per l’impianto di un organo risultato poi compromesso. Un caso di rilevanza mediatica che ha sollevato interrogativi e acceso un dibattito medico e giudiziario. Da allora il bambino è rimasto ricoverato, sostenuto dall’Ecmo, il macchinario che garantisce ossigenazione e circolazione extracorporea, mantenendolo in vita.
La terapia palliativa: che cosa succede ora
Intanto, si è conclusa la riunione tra l’équipe medica del Monaldi, la famiglia e i legali del minore. I medici hanno illustrato nel dettaglio la nuova strategia terapeutica, alla luce di una prognosi definita infausta e dell’impossibilità di procedere a un secondo trapianto.
La linea condivisa prevede l’alleviamento delle sofferenze e la sospensione dell’accanimento terapeutico. L’Ecmo non verrà disattivato – scelta che avrebbe effetti immediatamente letali – ma saranno eliminate le terapie ritenute non più necessarie, come la microfiltrazione del sangue. Il nuovo percorso verrà ora programmato e applicato secondo quanto concordato con i familiari.
In accordo con la famiglia e con il medico legale da essa nominato, duqnue, al paziente "saranno
somministrate esclusivamente terapie strettamente salvavita, nell'ambito di un percorso orientato a una progressiva de-escalation degli altri interventi terapeutici", fa sapere l'ospedale.