Avrebbe compiuto 17 anni tra pochi giorni Emanuele Galeppini. Nato a Genova, sin da piccolo residente a Dubai con i genitori e il fratello minore, era uno dei giovanissimi che la sera del 31 dicembre stavano partecipando alla festa nel locale Le Constellation, a Crans-Montana, nel Canton Vallese. Nel caos del dopo incidente era stato trovato il suo cellulare.
Il ragazzo era un grande tifoso del Genoa e anche se era cresciuto a Dubai aveva sempre voluto mantenere i contatti con l'Italia, come il fratellino più piccolo, Eugenio. Negli Emirati i genitori Edoardo, imprenditore nel settore della nautica, e Beatrice, anche lei golfista di livello, si sono stabiliti proprio nell'anno della nascita di Emanuele, nel 2009. A Rapallo, dove la famiglia Galeppini ha ancora una residenza, Emanuele tornava per trascorrere qualche periodo di vacanza. E proprio sul green rapallese il giovane Edoardo aveva coltivato la passione del golf diventando in poco tempo una speranza nel panorama nazionale. Era considerato uno dei giovani più promettenti del movimento golfistico italiano.
Nell'aprile 2025 aveva conquistato l'Omega Dubai Creek Amateur Open, imponendosi all'attenzione degli addetti ai lavori per talento e maturità sportiva. Inoltre aveva da poco preso parte al King Hamad Trophy al Royal Golf Club in Bahrein e alla Uae Cup ad Al Ain. Giovanissimo golfista professionista era numero 2440 del ranking anche se sui suoi profili social si definisce 'full chef'.
Ma quello che stupiva e che convinceva gli esperti che Emanuele avrebbe avuto una splendida carriera sui green di tutto il mondo era, oltre a una tecnica eccellente, la maturità con la quale affrontava le sfide, le giornate no, gli inevitabili errori. Un campione vero, un campione sempre.