Gli iraniani stanno lottando per la loro liberazione dal regime teocratico che spara sulle proteste e minaccia i manifestanti, scesi in piazza per il quindicesimo giorno consecutivo, con la pena di morte. Dittatori della Repubblica Islamica, un sistema teocratico sciita dove l'Ayatollah Ali Khamenei è la Guida Suprema, l'autorità politica e religiosa massima, che detiene il controllo strategico su forze armate, politica estera e giustizia: reprimono ogni dissenso, giustiziano chi alza la voce, lo impiccano.
Ma c’è chi ritiene che questa sia solo propaganda. E questo qualcuno ha il nome di Davide Piccardo, uno dei volti più importanti dell’islam italiano, voce oggi vicina al filo Hamas Mohammad Hannoun: “Sulle rivolte in Iran vedo ripetersi, ancora una volta, il copione classico del colonialismo occidentale C’è chi “tifa” apertamente per un regime change in salsa filo-occidentale, fingendo di non sapere che questa è la stessa strategia usata ovunque: demonizzazione mediatica, sanzioni economiche, sobillazione del malcontento interno e, se serve, la famigerata “esportazione della democrazia” manu militari”.
Poi la frase choc: “Parliamoci chiaro: tutti gli Stati sono regimi. L’Iran lo è tanto quanto lo sono l’Italia, gli Stati Uniti, la Francia, la Cina o la Russia.
Tutti hanno un perimetro di potere, interessi da difendere, conflitti sociali interni. In Iran oggi il disagio è soprattutto economico, ed è ipocrita ignorare il peso devastante delle sanzioni occidentali su salari, inflazione e qualità della vita”.