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Delitto del trapano, via al processo dopo 30 anni. Così Verduci può ottenere lo sconto di pena

C’è un imputato per il “delitto del trapano”, ovvero l’omicidio di Luigia Borrelli avvenuto nel 1995: alla sbarra Fortunato Verduci, che potrebbe vedersi un’eventuale pena ridotta di un terzo

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Si svolgerà con il rito abbreviato il procedimento penale a carico di Fortunato Verduci, carrozziere 66enne accusato dell’omicidio di Luigia Borrelli avvenuto il 5 settembre 1995 a Genova. Si tratta di un cold case, ribattezzato dalla stampa come il “delitto del trapano”: il killer avrebbe infatti lasciato conficcato nel collo della vittima proprio un trapano, da cui il nome.

Il processo partirà a settembre e la sentenza è attesa il 6 ottobre. Solo tre le udienze previste, tra cui una in cui verrà dato spazio alla pm Patrizia Petruzziello e alla parte civile, e un’altra dedicata alle istanze della difesa di Verduci, con gli avvocati Emanuele Canepa e Andrea Volpe. Il cuore del procedimento sarà però rappresentato dagli atti del fascicolo d’indagine, in particolare le investigazioni sul Dna, inizialmente contrassegnato come appartenente a Ignoto 1: si è risaliti a Verduci confrontando il materiale genetico con i Dna presenti della banca dati del Ministero della Giustizia, il che ha portato a un parente dell’imputato detenuto a Brescia.

La parte civile è rappresentata da Francesca Andreini, figlia della vittima. “L’ho vista emozionata e soddisfatta perché dopo trent’anni è arrivata una svolta davvero decisiva e ci teneva molto a esserci almeno in questa occasione”, ha commentato con Repubblica la sua legale Rachele De Stefanis.

A Verduci sono state contestate le aggravanti della crudeltà e dei futili motivi. Ma il rito abbreviato non concederà solo un processo più breve: l’imputato potrebbe ottenere lo sconto di un terzo della pena. “Si tratta di una scelta che da avvocato posso comprendere, visto che le indagini sono state molto consistenti e comprensive degli incidenti probatori e visto che si tratta di processo di natura tecnico scientifica. Nel momento in cui si arriverà all’accertamento della responsabilità sarà già un successo, per cui che possa essere pronunciata una sentenza di ergastolo oppure di 20 o 15 anni, per la parte offesa cambia poco. Quello che è importante è l’accertamento della responsabilità”, ha aggiunto De Stefanis.

Luigia Borrelli era un’infermiera di origini sarde, trasferita a Genova, una donna elegante e gentile. Era rimasta vedova da giovane, e aveva dovuto far fronte ai debiti che il marito aveva contratto con gli usurai per la propria impresa: così Borrelli era diventata, suo malgrado, una “bella di notte”, e nel basso di un carruggio venne uccisa durante un tentativo di rapina, stando alle indagini.

id="docs-internal-guid-e30dc31e-7fff-ae8e-6756-6908c04ff9e3">Per il suo omicidio sono state battute diverse piste, che non hanno portato a molto, se non a ulteriore dolore per gli indagati e le loro famiglie. Poi nel 2024 è avvenuta la svolta grazie al Dna.

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