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Famiglia del bosco, parla mamma Catherine: “I bimbi vogliono tornare a casa, noi resteremo in Italia”

La mamma dei bimbi è stata intervistata da Bruno Vespa e ha raccontato i lunghi mesi distante dai suoi figli

Famiglia del bosco, parla mamma Catherine: “I bimbi vogliono tornare a casa, noi resteremo in Italia”
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Catherine Birmingham, mamma dell’ormai nota “famiglia del bosco” di Palmoli, è stata intervistata nei programmi “Cinque Minuti” e “Porta a Porta”, condotti da Bruno Vespa, in onda questa sera su Rai 1 e per la prima volta dopo mesi ha parlato ampiamente della sua situazione e di quella della sua famiglia. I suoi bambini sono ormai da mesi in una casa famiglia, separati da lei e dal padre e ora l’obiettivo principale e prioritario è quello di lavorare per il ricongiungimento. “La separazione dai miei figli? È stato un momento estremamente traumatico, è un periodo per il quale ancora soffro. È stato un trauma molto grave per me. Ora ogni giorno mi concentro sul ricongiungimento, sul riportarli a casa”, ha spiegato la donna, assistita con il marito dall’avvocato Simone Pillon dopo la rinuncia del precedente legale.

Giovedì scorso la donna ha incontrato i suoi tre figli, la bimba di 8 anni e i due gemelli di 7 anni e l’ha definito “un buon incontro”, aggiungendo che “i bambini vogliono tutti tornare a casa”. I figli, ha raccontato a Bruno Vespa, “continuano a chiedere quando possono tornare a casa” e ha spiegato che “eravamo molto felici di incontrarci, di ritrovarci come famiglia tutti insieme. I bambini non sanno quando torneranno e noi non possiamo dire loro qualcosa che non sappiamo”. Ed è proprio sui bambini che si concentra l’intervista, perché in questi mesi si sono dette tante cose sulla loro educazione: “I nostri figli non sono mai stati isolati. Eravamo sempre in una comunità con i vicini, gli amici, con la famiglia. Altre famiglie che avevano figli venivano a visitarci oppure noi portavamo i nostri bambini da loro. Abbiamo scelto di educarli a casa, quindi con un'educazione genitoriale, ci occupavamo di loro e c'erano anche altre persone che ci aiutavano ad occuparci di loro”.

Ha anche spiegato che i bambini, nonostante l’età, non sapevano ancora leggere e scrivere perché “stavano seguendo lo stesso programma del sistema Steiner, dove la lettura e la scrittura avvengono dopo perché c'è uno sviluppo del cervello che è successivo, perché c'è un'operazione, un funzionamento del cervello subconscio. Poi quando si inizia con quello conscio si attiva il pensiero lineare, ed è lì che si insegna a leggere e a scrivere”. La donna ha scritto un libro, che uscirà a breve, in cui più volte ha citato “l'attaccamento che i nostri figli hanno per noi. La decisione mia e di Nathan è stata quella di creare un attaccamento naturale con i nostri figli, un attaccamento ai loro genitori e alla comunità che potesse dare loro più fiducia e sicurezza quando si staccheranno naturalmente per vivere nel mondo. C'è un attaccamento molto sano con i nostri figli. A loro abbiamo sempre dato anche consapevolezza: quando cresceranno saranno loro a scegliere e decidere se andare in una scuola o all'università”.

In tanti hanno ipotizzato che i coniugi potessero andare via dall’Italia al termine di questa vicenda, potessero anche far leva sull’assistenza consolare per tornare nei loro Paesi, ma da parte della famiglia del bosco non sembra esserci mai stata questa intenzione. “L'Italia è stata davvero molto buona con noi. Abbiamo incontrato le persone più incredibili, persone che ci hanno supportato e ci hanno dimostrato un grandissimo amore. Sicuramente rimarremo in Italia, ci occuperemo dei nostri figli e forniremo loro tutto ciò che va fatto, quindi una vita in armonia, in felicità e nell'amore tutti insieme come famiglia, con mio marito e i miei bambini”, ha spiegato la donna, aggiungendo che “stiamo creando per noi una casa nella nostra proprietà, che soddisferà tutti i requisiti dei servizi sociali. E sicuramente soddisferà anche il nostro stile di vita e la nostra connessione con la natura”.

La donna ha raccontato di essere "cresciuta con degli italiani a Melbourne, la mia migliore amica a scuola era italiana, mia sorella ha sposato un italiano. Era una specie di famiglia per me, ho sempre voluto tornare in Europa e alla fine ho scelto l'Italia anche per il tipo di scolarizzazione che si può fare a casa".

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