Due imbarchi vicini, per due destinazioni profondamente diverse, avrebbero generato il caos all'aeroporto di Milano Malpensa in questi giorni di vacanza. Da una parte pare ci fossero i passeggeri che si stavano per imbarcare per Israele e dall'altra i passeggeri che si stavano per imbarcare per il Marocco e qui sarebbero nate le tensioni. A raccontare il tutto è il profilo social "Mako", che ha raccolto la testimonianza di Mickey su quanto accaduto, pubblicando un video di quelle che sembrerebbero essere le tensioni presso lo scalo lombardo.
"Dopo aver superato il check-in, Miki e sua moglie sono arrivati con un gruppo di altri passeggeri israeliani per un controllo di sicurezza vicino al cancello d'imbarco. 'La gente ha urlato 'Palestina libera' e altri slogan contro Israele mentre si avvicinava a noi", dice Miki in una conversazione con Mako", si legge nella denuncia social, nella quale poi viene spiegato che, secondo il protagonista di qusta vicenda, "un gruppo di circa 15 passeggeri provenienti da un volo per il Marocco, arrivati da un cancello vicino, ha bloccato la strada degli israeliani creando una 'catena umana' che gli ha impedito di salire sull'aereo". Le immagini non sono chiarissime, di vede qualcuno che spintona qualcun altro, ci sono voci confuse di sottofondo, ma il contesto non è esplicativo di quanto accaduto esattamente.
"Abbiamo capito molto rapidamente che era intenzionale e che probabilmente avevano notato la scritta del volo per Tel Aviv e avevano deciso di coalizzarsi contro di noi", prosegue il racconto di Miki. Secondo il racconto fatto a Mako, "la gente cercava di entrare e passare oltre con la forza, e allora sono iniziati spintoni e urla da entrambe le parti. Uno dei passeggeri per il Marocco ha anche tirato fuori una telecamera e ha iniziato a spingerla in faccia alle persone mentre inveiva contro di loro dicendo 'siete assassini di bambini' e 'liberate la Palestina'. Era chiaro che stavano cercando di provocare". Quindi Miki dice di essere andato a cercare le forze dell'ordine ma il posto di polizia "era chiuso a chiave, ho chiesto ai dipendenti chi potesse scendere giù perché c'era confusione, mi hanno detto che stavano chiamando la polizia, ma quando sono tornato al gate ho visto che stava ancora succedendo. C'erano i rappresentanti delle compagnie aeree di entrambe le parti che cercavano di separare e urlavano, ma niente aiutava. Tutto questo evento è durato circa 20 minuti e nessun poliziotto è arrivato in questo tempo, ci siamo sentiti semplicemente abbandonati". La situazione pare si sia risolta quando i passeggeri per il Marocco si sono spostati per non perdere il proprio volo, mentre quello per Tel Aviv, ha dichiarato il protagonista, avrebbe avuto un ritardo di due ore.