Ricorderete il sopralluogo. Poi due notti trascorse a studiare la casa. Adesso una lunga scala telescopica, nascosta tra la vegetazione, pronta per raggiungere i piani più alti della palazzina.
Leggi ancheÈ ancora il proprietario dell’abitazione a mostrare l’attrezzatura ritrovata a pochi metri dalla casa. Una scala modulare, composta da più elementi assemblabili, che una volta montata consente di arrivare fino ai terrazzi e agli attici. “Con questa salgono fino all’ultimo piano”, racconta. Un dettaglio che lascia poco spazio all’improvvisazione. C’è poi un elemento che rende la vicenda ancora più inquietante. Alle tre della notte l’impianto di videosorveglianza smette improvvisamente di funzionare. Proprio nelle ore in cui i malviventi si muovono intorno alla proprietà. Per il proprietario non si tratta di una coincidenza, è convinto che qualcuno abbia neutralizzato le telecamere per poter agire senza essere ripreso (attraverso un wi-fi jammer).
Non è il classico ladro improvvisato, dunque, ma gruppi che osservano le abitazioni, ne studiano le abitudini, arrivano con strumenti specifici e preparano il terreno prima di entrare in azione. “Torneranno anche stasera” è il timore di chi ora vive con la paura che il prossimo tentativo possa andare a segno.
La vera novità non è il tentativo di furto, ma il livello di organizzazione. I sopralluoghi, una scala nascosta, quindi poi il sospetto delle telecamere neutralizzate. Non è il colpo improvvisato del ladro occasionale, è un’azione pianificata nei dettagli. E mentre le bande affinano tecniche e strumenti, il dibattito politico continua a dividersi tra chi invoca più tutele per i cittadini e chi teme di aprire la strada al “Far West”.
