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“Mio figlio urlava: ‘Mamma aiutami’”. Il racconto di chi si è trovato sulla traiettoria di El Koudri

I feriti più gravi sono quattro, alcuni sono ancora in pericolo di vita negli ospedali di Bologna e Boggiovara. Uno dei feriti ha chiamato sua madre: “È un macello, hanno fatto un attentato a Modena”

“Mio figlio urlava: ‘Mamma aiutami’”. Il racconto di chi si è trovato sulla traiettoria di El Koudri
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Sul movente che ha spinto Salim El Koudri a falciare 8 persone in centro a Modena le indagini sono ancora in corso. Il ministro Matteo Piantedosi, nell’intervista esclusiva rilasciata a Gabriele Barberis per il Giornale, ha giustamente spiegato che “bisogna consentire all'Autorità giudiziaria di svolgere tutti gli accertamenti necessari senza conclusioni affrettate” ma che “sarebbe un errore archiviare tutto con una spiegazione semplicistica o rassicurante”. Anche perché ci sono quattro persone negli ospedali emiliani che hanno rischiato la vita in modo serio e che, come il resto degli italiani, attendono una risposta.

“Mi ha chiamato urlando, per quindici minuti non riuscivo a capire cosa fosse successo. Gridava: ‘Mamma aiutami, aiutami’. Io credevo fosse un incidente in macchina. Poi mi ha detto: ‘È un macello, hanno fatto un attentato a Modena’. Quando ho sentito quelle parole mi si è fermato il cuore”, ha dichiarato a il Resto del Carlino Ewa Oszkinis, polacca, il cui figlio si trovava in quel momento nel luogo dell’impatto. “La macchina ha preso lei di fianco. Lei è caduta su di lui e lui ha sbattuto la schiena e la testa contro il muro del negozio. Ha perso conoscenza per qualche secondo”, ha spiegato ancora la donna. Il ragazzo si è ripreso poco dopo e ha visto la sua ragazza a terra che non dava segni: “Urlava: stai con me, stai con me. Ma lei non reagiva. Un passante gli ha suggerito di controllare il battito e di provare con il massaggio cardiaco. Lui ha cominciato e dopo poco lei si è ripresa. Se non avessero incontrato gli zii e fossero andati più avanti, la macchina li avrebbe presi in pieno. Oggi non sarei qui a raccontare”.

Gli zii sono i due feriti più gravi, ricoverati all’ospedale Maggiore di Bologna: entrambi 55enni, lei ieri ha mostrato lievi segni di miglioramento ma i medici non sciolgono la prognosi e resta in pericolo imminente di vita per i numerosi traumi dovuti all’impatto. Anche il marito è politraumatizzato e ancora in prognosi riservata ma non più in imminente pericolo di vita. Tra i feriti c’è anche Ermanno Mucci, di 59 anni, noto in città perché è lo chef di un famoso ristorante. “Ero in centro con un’amica quando mi ha chiamata uno dei soccorritori di mio fratello. Mi ha detto che c’era stato un incidente e che lui era vigile e cosciente. Sono corsa sul posto, ci ho messo appena quattro minuti. Quando sono arrivata, mi sono trovata davanti a una scena terrificante: sembrava un campo di battaglia”, ha raccontato sua sorella a il Resto del Carlino, accorsa sul posto.

“Abbiamo aspettato parecchio, perché all’inizio c’erano poche ambulanze e casi molto più gravi rispetto a mio fratello. Ermanno è rimasto vigile per tutto il tempo e, finché sono rimasta con lui, non ha mai perso conoscenza, infatti ricorda perfettamente tutto quello che è successo”, ha aggiunto. Sono tutti racconti che riescono a far trasparire il dramma profondo e annichilente di chi si trova di colpo sbalzato in uno scenario che ha sempre immaginato lontano dalla provincia italiana. Un’auto che piomba a velocità folle in pieno centro a Modena non era prevedibile fino a una manciata di giorni fa. “La minaccia dei lupi solitari è oggi una delle più insidiose. Parliamo di individui che spesso si radicalizzano in solitudine, consumano propaganda online e colpiscono senza una struttura organizzata alle spalle.

Questo rende molto più difficile prevenire ogni singolo gesto”, ha detto il ministro a Il Giornale, sottolineando, però, che “in questo caso è ancora troppo presto per avere un quadro definitivo”.

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