Si continua a parlare del disastro avvenuto a Niscemi, dove tra il 25 e il 26 gennaio una frana massiva ha colpito il versante sud-ovest, provocando numerosissimi danni senza fortunatamente causare delle vittime.
Indagini e monitoraggio
La Protezione Civile ha deciso di avviare un'indagine di rischio, accompagnata ovviamente da un'attività di monitoraggio per rischio frane. Ciò rientra nell'ordinanza firmata dal capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano. Un documento che contiene le disposizioni per i primi interventi urgenti rivolti a quelle Regioni che hanno subito maggiormente gli effetti del maltempo, come Sicilia, Calabria e Sardegna. All'articolo 17 si parla proprio di analisi del rischio idrogeologico nel territorio di Niscemi, oltre a un programma di indagini geognostiche, geotecniche e di monitoraggio strumentale. Lo scopo è quello di comprendere le cause che hanno portato al gravissimo dissesto idrogeologico. Ovviamente è stato disposto anche un sistema di sorveglianza.
Il fronte franoso, lo ricordiamo, si estende per circa 4 km. Si sono spostati oltre 350 milioni di metri cubi di terra. Le autorità competenti hanno istituito una zona rossa, e più di 1.500 residenti sono stati costretti a lasciare le loro abitazioni.
Sul terribile evento si è espresso il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, che ha parlato con il Corriere della Sera. Il primo cittadino ha voluto ricordare che il disastro non è stato provocato soltanto dalla natura. Una buona parte della causa risiede nell'uomo. "Abbiamo ottenuto i fondi della frana del 1997, quelli della seconda e terza fase, soltanto nel dicembre del 2025, un mese fa", ha dichiarato. Nessuna intenzione di cominciare uno scontro politico, tuttavia Conti precisa che "noi avevamo caricato tutti i dati sulla piattaforma Rendis perché io ero davvero preoccupato, tanto che nel novembre del 2024 feci un'ordinanza di occupazione per monitorare la situazione. Avevamo segnalato la necessità di irregimentare le acque".
Fra le prime opere che saranno avviate prossimamente rientrano "la messa in sicurezza del territorio e la preservazione del Belvedere che ha 250 anni". Per gli sfollati è previsto un contributo immediato, e in futuro si penserà a recuperare le abitazioni. "Sono al vaglio alcune ipotesi, fra cui quella della ricollocazione in una nuova area".
La presidente della Corte d'appello di Caltanissetta Domenica Motta ha dichiarato: "Oggi Niscemi è la priorità dell'Italia". La presidente ha espresso vicinanza e solidarietà ai cittadini.
Scuole riaperte da lunedì
Nel frattempo, dopola conclusione di una riunione del Centro di coordinamento soccorsi istituito nella sala della Protezione civile della Prefettura di Caltanissetta, è arrivata la conferma che lunedì riapriranno le scuole: ovviamente gli alunni che frequentano le due scuole dichiarate inagibili verranno
accolti in altre strutture."Sotto il coordinamento della Prefettura, sono state espletate diverse attività necessarie a riorganizzare l'apertura delle scuole per la giornata di lunedì", ha dichiarato il vicario del prefetto.