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Segnalato per "rischio radicalizzazione". Il retroscena sull'omicida di La Spezia

Un docente aveva riferito di aver sentito Atif parlare di Islam in modo molto estremo, ed erano scattati i controlli

Segnalato per "rischio radicalizzazione". Il retroscena sull'omicida di La Spezia
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Emergono ulteriori dettagli circa il terribile omicidio avvenuto fra le mura dell'istituto professionale Einaudi-Chiodo di La Spezia: in passato, Zouhair Atif era stato monitorato dalla Digos per un sospetto rischio di radicalizzazione religiosa.

A riportare la notizia è stato Il Secolo XIX, che ha spiegato come l'attività di verifica fosse scattata a seguito di una segnalazione. Una docente della scuola si era preoccupata dopo aver sentito parlare il ragazzo di Islam in maniera un po' troppo estrema. Ma non finisce qui. Ci sarebbe anche un tema, scritto dal giovane, che a suo tempo aveva destato un certo allarme. Non si conosce il contenuto preciso dell'elaborato redatto durante l'ora di italiano, tuttavia si fa riferimento a una fragilità e a una sofferenza del ragazzo emerse da quelle righe. Atif viene descritto come uno studente modello. Proprio attraverso la scrittura avrebbe espresso il proprio stato d'animo.

Il tema del ragazzo, allora minorenne, generò tanti interrogativi da convincere la scuola a sottoporre l'elaborato alla Digos. Dagli accertamenti, però, non emerse nulla che potesse far pensare a dei rischi concreti. Il caso venne segnalato all'Ufficio minori della Questura. "Quella comunicazione non manifestava esigenze o obblighi come, per esempio, l'avvio di una presa in carico del ragazzo. Non c'è stata nessun'altra corrispondenza tra i vari uffici, così come dal Tribunale, successivamente a quella segnalazione, non è arrivata alcuna richiesta", ha riferito Sara Luciani, assessore ai servizi sociali del Comune di Arcola, a La Nazione.

Intanto gli inquirenti stanno cercando di comprendere bene il carattere e il temperamento del ragazzo. A quanto pare Atif era molto geloso dela fidanzata, tanto da non accettare quelle foto che la giovane e Aba si erano scattati ai tempi delle scuole medie. "Zouhair era gelosissimo, diceva che ero soltanto sua e Aba lo provocava. A scuola, quando si incrociavano in corridoio, si scambiavano insulti, anche in arabo", ha riferito la fidanzata durante l'ultimo interrogatorio in procura, come riportato da TgCom24.

Cesare Baldini, avvocato che difende Zouhair Atif, ha affermato di non sapere nulla circa i passati accertamenti della Digos. "So soltanto che Atif in carcere ha chiesto di poter leggere il Corano.

Mi preme, però, ricordare che è un ragazzo che ha manifestato più volte intenti suicidi e ha vissuto per anni lontano dai genitori: loro erano in Italia, lui in Marocco con gli zii. Il contesto sociale è sicuramente complesso", ha dichiarato.

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