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"Mio cugino Aba ucciso a scuola. In alcuni Paesi c'è la cultura del coltello"

Parole di condanna quelle di Kiro Attia, cugino di Youssef Abanoub: troppi i ragazzi che con la scusa di volersi difendere girano con i coltelli

"Mio cugino Aba ucciso a scuola. In alcuni Paesi c'è la cultura del coltello"
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Proprio ieri la città di La Spezia ha dato l'ultimo saluto a Youssef Abanoub - da tutti chiamato semplicemente "Aba" - il giovane di 18 anni ucciso con una coltellata da un compagno di scuola. Il giovane si trovava all'interno dell'Istituto Professionale "Domenico Chiodo", un luogo in cui avrebbe dovuto sentirsi ed essere protetto, quando il 19enne Zouhair Atif lo ha colpito con un unico fendente al torace, decretando la sua morte.

Sono stati giorni di rabbia, dolore e incredulità. Mentre le autorità competenti si occupano del brutale omicidio, l'opinione pubblica riflette sul problema sempre più imponente della criminalità e della violenza, specie fra i giovani stranieri. Un dato che preoccupa, ma che deve essere affrontato e non ignorato. Sono gli stessi ragazzi a dirlo. Lo ha detto proprio ieri, nel corso della puntata di Ore 14 Sera, Kiro Attia, cugino di Aba. Intervistato durante il programma, il ragazzo, visibilmente scosso per la terribile perdita, ha ringraziato tutti per la vicinanza dimostrata, e ha avuto parole di gratitudine nei confronti dei rappresentanti delle forze dell'ordine.

"Mi sono sentito in dovere di ringraziare tutte le donne e gli uomini in divisa che in questi giorni sono stati di grande supporto", ha dichiarato Kiro. "Purtroppo ci sono tantissimi giovani che girano sempre con dei coltelli in tasca con la scusa che devono difendersi. Ma se venti persone ragionano tutte e venti così, portano tutte il coltello dietro. Se tutti si mettessero d'accordo, se tutti dicessero: 'Il coltello non lo portiamo, così io non mi devo difendere da nessuno', probabilmente questo fenomeno diminuirebbe". Secondo il giovane, però, il problema non si limita al coltello, ce ne sono anche altri.

Altri problemi sono la cultura e l'educazione ricevute. "C'è questa cultura del coltello che in alcuni Paesi, purtroppo, è normale. Per alcuni è normale utilizzarli. Un po' come per noi è normale uscire col telefono", ha spiegato il ragazzo con sincerità.

"Per loro uscire con un coltello, o con qualsiasi arma che possa offendere, è normale", ha continuato. Kiro ha detto di riferirsi ai cosiddetti maranza, includendo anche le baby gang. "Da quando sono aumentati, è aumentato anche questo fenomeno", ha concluso.

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