Per loro la divisa è pelle. Non la indossano, la vivono. Quando di notte pattugliano le strade, spesso pericolose, quando prendono parte ai blitz per arrestare i criminali, quando effettuano posti di blocco per garantire sicurezza, quando aiutano un’anziana ad attraversare la strada o semplicemente le tengono compagnia al telefono perché è sola. Eroi del nostro tempo, le donne e gli uomini delle forze dell’ordine hanno votato la vita alla legalità. Nel silenzio. Il sacrificio di sé per il bene degli altri riassume la loro opera al servizio dello Stato. Gennaro Capoluongo, esperto di relazioni internazionali della Direzione Centrale della Polizia Criminale, è uno di loro, uno che ha vissuto, ora in prima persona, ora dai posti di comando, le storie che ha raccontato nel suo libro “Dalla parte giusta. Storie di eroi sconosciuti delle Forze di Polizia” (Mursia), per rendere omaggio a chi indossa la divisa. È una raccolta di memorie autentiche affidate al viaggio dietro le quinte del lavoro quotidiano delle forze di Polizia.
Ogni storia ha un posto privilegiato nel cuore dell’autore e testimonia l’abnegazione di chi indossa la divisa. “Furono messi in campo due tra i migliori uomini – racconta il Dirigente generale di Pubblica sicurezza della Direzione Centrale della Polizia criminale -. Bisognava far tornare tra le braccia della mamma, in Italia, una bambina portata dal padre in un Paese in guerra. Ci riuscimmo. È come se avessi salvato mia figlia”. Tra i casi narrati ce ne sono di noti, in quanto gli arrestati sono camorristi e mafiosi di cui hanno parlato i giornali, ma nel libro il punto di vista della narrazione è diverso, è quello di chi ha vissuto in prima persona i fatti. Emblematica è la storia di un ispettore donna, madre di famiglia, che ebbe un ruolo primario nella cattura di un camorrista protetto da una fitta rete e da un intero quartiere napoletano fatto di case asserragliate e impenetrabili. “‘Te la senti di infiltrarti nel quartiere, fingendoti una cittadina qualunque?’ le chiesi – racconta Capoluongo - e lei, senza pensarci due volte, disse sì anche se era pericoloso. Fu solo così che si riuscì a scoprire dove si nascondeva il boss. Lei sapeva che era pericoloso, ma anche che era la cosa giusta. Chi indossa la divisa sa che quando esce di casa potrebbe essere l’ultima volta che ha abbracciato i propri cari”.
Non solo criminalità organizzata in Italia, ma anche missioni internazionali contro il terrorismo e i traffici illeciti, passando per esperienze presso Europol, Interpol e Nazioni Unite, Capoluongo, con le sue storie, mette in evidenza come essere “dalla parte giusta” sia una scelta quotidiana volta a trasmettere ai giovani valori come la giustizia, la legalità, la sicurezza, la vicinanza alla gente, “valori che le donne e gli uomini in divisa tutelano lontano dai riflettori – ha commentato il senatore di FdI Salvatore Sallemi che
ha voluto presentare il libro di Capoluongo in Senato -. Il ruolo nella società di questi eroi di tutti i giorni è oltremodo indispensabile come riconosce il Governo Meloni attraverso una costante iniziativa legislativa”.