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I finti buonisti

"Siamo con chi spara ai sionisti": l’ultima puntata dell’odio pro Pal

Dura contestazione a Bergamo contro l’europarlamentare del Pd Giorgio Gori, che stava partecipando a un incontro in una sede universitaria

Paradosso antagonisti: predicano guerra e querelano

Sempre più intolleranza da parte di chi si finge buonista e si erge a paladino dei diritti umani come i fantomatici ProPal. A essere bersaglio delle contestazioni questa volta è l’europarlamentare del Pd Giorgio Gori, che ha l’unica “colpa” di non aver fatto una crociata contro gli ebrei e di appartenere alla cosiddetta “corrente riformista” del suo partito. Era nella sede universitaria di via dei Caniana a Bergamo per partecipare all'incontro “Giovani, università e lavoro: attrattività del nostro Paese” ed ecco che gli viene rivolta la terribile frase “siamo con chiunque spara a un sionista” accompagnata dallo striscione “fuori i sionisti dall’Università”.

A dare la notizia è stato Michele Boldrin, presente all’evento, docente di Economia all’università di Washington, che sul proprio profilo ha scritto: “Un piccolo gruppetto di persone, con kefiah multicolori ha appena interrotto l’incontro, organizzato dalle associazioni studentesche della unibergamo, a cui partecipo assieme alla collega Federica Origo e a Giorgio Gori”.

Immediata la reazione di Emanuele Fiano di Sinistra per Israele, che purtroppo di contestazioni e intimidazioni ne sa qualcosa: “Si sta superando ogni limite. Ci sono odiatori violenti in giro che fanno paura. Non siamo liberi di esprimere le nostre opinioni. Diciamolo, chi dice quelle parole è nipotino dei brigatisti di un tempo, la mentalità è quella, inutile girarci intorno”.

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