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"Sono Gesù, scenderà l'angelo della morte". L'italo-egiziano violento minaccia i diplomatici

Non si è ancora conclusa la causa per adulterio ai danni di Nessy Guerra, accusata dall’ex violento che impediva a lei e la figlia di tornare in Italia

"Sono Gesù, scenderà l'angelo della morte". L'italo-egiziano violento minaccia i diplomatici
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“È chiaro ormai che questo soggetto è pericoloso, persecutorio e instabile mentalmente, e che siamo in grave pericolo”, così Nessy Guerra, italiana bloccata in Egitto con la figlia Aisha, ha concluso un suo post su Instagram all’indomani di una nuova udienza in un processo per adulterio che la vede coinvolta. La donna chiede a gran voce da tre anni - da quando sono iniziate le minacce dell’ex italo-egiziano violento - di poter tornare con la sua bimba in Italia: la legge egiziana al momento lo impedisce per l’opposizione del padre.

Nella giornata di martedì 1 aprile 2026 c’è stata una nuova udienza per il processo di appello nella causa di adulterio - per cui Nessy Guerra era stata condannata in primo grado: la buona notizia è che la testimonianza contro di lei sarebbe stata ritrattata, tanto che il giudice le avrebbe anche restituito i documenti. Non è ancora finita, perché bisogna attendere il 28 aprile, come ha rivelato la donna a “Chi l’ha visto?”, ma al momento c’è una piccola luce.

Tuttavia il comportamento che Tamer Hamouda, l’ex di Nessy Guerra che l’ha portata alla sbarra con false accuse, ha tenuto in tribunale durante l’udienza avrebbe scioccato il giudice e i diplomatici italiani. “Una volta chiamati in aula, il mio ex si è presentato davanti al giudice come Gesù Cristo, mandato da Dio Onnipotente, re dei cieli e della terra, insieme alla sua orda di angeli.

Il giudice, visibilmente spiazzato, lo ha subito interrotto dicendogli che non gli interessava e che voleva solo discutere del caso”, racconta Nessy su Instagram, che dalla sua ha potuto contare anche sulla testimonianza dell’ex avvocato di Hamouda.

Ma non è finita qui: "Dopo l’udienza siamo stati fatti attendere nella sala di aspetto mentre verificavano i miei documenti. In quel frangente, il mio ex si è rivolto a me e a tutte le persone presenti - la console, il console onorario, i miei avvocati e il traduttore - e ha detto che l’angelo della morte sarebbe venuto ad ucciderci tutti”. Minacce sarebbero giunte anche alla redazione di “Chi l’ha visto?”, per la quale Hamouda avrebbe “profetizzato” e augurato l’avvento di un terremoto.

“Ciò che mi ha lasciata più sconvolta è stata la madre del mio ex, che invece di fermarlo lo ha appoggiato in tutte le sue malefatte, confermando che suo figlio sia davvero Gesù Cristo. Tutti i presenti ieri sono rimasti scioccati da questo comportamento”, prosegue Nessy. La madre ha sempre appoggiato Hamouda, tanto che i due avrebbero messo una taglia sulla testa di Nessy Guerra e della figlia. Va ricordato che Hamouda, nato da madre italiana e padre egiziano - ma quest’ultimo non si è mai dimostrato dalla sua parte - è giunto in Egitto alla vigilia di una condanna definitiva, avvenuta in contumacia, in Italia. L’uomo è stato infatti condannato dal tribunale di Genova per i reati di percosse, lesioni, stalking, violazione di domicilio, furto e truffa ai danni di una precedente ex compagna.

La fine della lunga giornata di Nessy Guerra: “Finalmente ci hanno restituito il passaporto e siamo potuti tornare a casa, ma all’uscita ci aspettava il mio ex, che ha iniziato a fotografarci e ha fatto una segnalazione alla

polizia, che ci ha fermato al primo posto di blocco”. Per la donna è stata avviata una raccolta firme, affinché lei e Aisha possano tornare a casa in Italia: sono state raccolte già le voci di oltre 47mila persone a loro favore.

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