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Stuprò e fece a pezzi Pamela. Ma Oseghale può avere lo sconto di pena

La Cassazione ha rilevato alcune contraddizioni. La Corte d’Assise dovrà riesaminare gli atti

L'arresto di Oseghale
L'arresto di Oseghale

Dopo quattro anni di processo e la sentenza in Corte d’Assise di Perugia che lo condanna all’ergastolo, il nigeriano Innocent Oseghale, che nel 2018 a Macerata uccise la 18enne romana Pamela Mastropietro, potrebbe avere una riduzione della pena. La Cassazione ha rilevato alcune contraddizioni sul fatto che l’imputato avrebbe anche abusato sessualmente della vittima e questo particolare ha fatto sì che la Corte d’Assise dovrà riesaminare gli atti. In primo grado, Oseghale ebbe l’ergastolo con le seguenti accuse: omicidio, violenza sessuale, occultamento e vilipendio di cadavere. La sentenza fu confermata in appello, ma poi è arrivata l’annotazione della Suprema Corte.

I fatti

Il nigeriano, nel gennaio del 2018, fu arrestato dopo poche ore dal ritrovamento dei resti di Pamela. La ragazza fu fatta a pezzi e lavata con la candeggina prima di essere abbandonata in due trolley. Per la Corte d’Assise non c’erano dubbi che l’uomo, prima di commettere l’omicidio, avesse violentato la 18enne, ma ora bisogna risentire i testimoni chiave’ ovvero le due persone che ebbero rapporti sessuali con Pamela dopo la fuga dalla comunità di Corridonia che l’ospitava. La ragazza, oltre a essere tossicodipendente, soffriva di un disturbo della personalità e, quindi, non era completamente lucida dopo l’allontanamento dall’istituto dove era ricoverata.

Il possibile sconto di pena

La Corte dovrà nuovamente pronunciarsi sulla possibile violenza sessuale. Nonostante i resti del corpo della ragazza furono lavati con la candeggina erano state rilevate tracce del Dna del nigeriano, ma la Cassazione ha trovano delle incongruità che vanno chiarite. Qualora non si riuscisse a dimostrare che l’abuso sessuale c’è stato, per Oseghale ci potrebbe essere uno sconti di pena: trent’anni di carcere invece dell’ergastolo. “Mia figlia – ha dichiarato al quotidiano Il Giorno la madre della 18enne – è stata violentata, mi auguro che sia confermata la pena. Oggi si viene condannati per una pacca sul sedere mentre nel caso di Pamela non si sa cosa ci sia ancora da accertare. Ci sorprende che si voglia ancora approfondire questo aspetto della vicenda”.

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