Nella Calabria della malasanità il più pagato è il capo della Sanità

Risale al 2007 il caso più clamoroso, quello della 16enne morta all’ospedale di Vibo in seguito a un blackout mentre veniva operata per una semplice appendicite. Ma nel frattempo di casi ce ne sono stati parecchi altri. Ecco perché colpisce che il più pagato tra i dirigenti regionali sia proprio il capo del settore «Tutela della salute», grazie a una ricca indennità che fa salire il totale della retribuzione. Ma chissà, di sicuro ci saranno ottime ragioni.
In generale i dati pubblicati dalla Regione Calabria in ottemperanza alla normativa sulla trasparenza sono piuttosto chiari e completi su dirigenti e consulenti. Silenzio invece sugli emolumenti dei politici. Che sarebbero, stando alle notizie di stampa, tra i più alti d’Italia: oltre 160.000 euro netti l’anno per i presidenti di Giunta e Consiglio, poco meno per gli assessori e circa 135.000 per i consiglieri.
Per quanto riguarda i dirigenti, la percentuale rispetto al totale dei dipendenti è di 39 ogni mille, un dato che non è tra i più alti in Italia. E anche il numero dei dipendenti in rapporto alla popolazione, pur più alto della media, non è stratosferico. Colpisce invece il numero delle consulenze: pubblichiamo una selezione delle oltre 170 stipulate negli ultimi 12 mesi. Una pioggia di prebende, alcune anche da poche migliaia di euro, destinate a personale dedicato a vari «sportelli», «sistemi informativi» di dubbia comprensibilità per il profano ma probabilmente anche questi utilissimi. Così come i sei autisti assunti a contratto per portare a spasso gli assessori.

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