Neppure il Lilla porta bene, il Genoa crolla in Europa League

Il Lille non è l’Inter e così il risultato cambia (di poco) soltanto nel passivo. Ma il Genoa non c’è neppure in Europa League e ora il cammino in Coppa si fa proibitivo dopo il 3-0 rimediato ieri sera in Francia.
Eppure sembra partire bene il Grifone. Floccari apre gli spazi e il Lille si spaventa. Anche la difesa prova a dimenticare la serataccia di sabato scorso e il centrocampo puntellato da Rossi, Criscito e Juric è un’altra cosa. Così per due volte il centravanti rossoblù anticipa l’avversario ma non trova la porta. Il gol sembra cosa fatta al 38’ quando Milanetto infila la palla in un corridoio pescando Mesto solo in area. Un’esitazione di troppo e il portiere esce sui piedi dell’esterno. Gol fatto, gol rischiato perché il Lille si scuote. E infine gol subito. Alla fine del primo tempo, nel momento peggiore, nel modo peggiore. Con un colpo di testa quasi dal limite dell’area.
È il Genoa a uscire per primo dagli spogliatoi, quasi a voler dimostrare la voglia di riscatto. Ma a inizio ripresa ci vuole troppo a registrare gli equilibri perché in campo c’è anche Palladino al posto di Esposito. Quello che manca ormai è la tranquillità. Il Lille ne approfitta e al 17’ raddoppia mentre la difesa si apre davanti ad Amelia. Il 3-0 a sei minuti dalla fine peggiora l’umore. Così resta soprattutto l’ennesima grande «prestazione» dei tifosi che cantano fino all’ultimo nonostante la nuova disfatta.
Amelia 6:
Il fantasma di Stankovic sparisce dopo i primi rilanci. Poi arriva anche il miracolo a metà primo tempo. Ma la traiettoria che disegna il gol di Obraniak sorprende l’attaccante quanto il portiere rossoblù. Incolpevole sul 2-0.
Bocchetti 5:
Forse non ha colpe specifiche sui gol. Ma davanti ad Angelo Di Livio, mandato da Lippi a tenerlo d’occhio, sembra sempre preoccupato di commettere un errore di troppo. E il reparto ne risente.
Moretti 5.5:
La difesa sbanda soprattutto per le palle perse nelle ripartenze. E poi per la scarsa copertura nella ripresa. Non è il più colpevole.
Esposito 4:
Parte con un recupero provvidenziale, ma poi crolla psicologicamente alla prima palla persa che rischia di portare in vantaggio il Lille. E si fa beffare di testa - la sua specialità - sul primo gol. (1’ st Palladino 5: impalpabile)
Rossi 6:
Si riprende la fascia di capitano e quella destra del campo. Da cima a fondo, perché mister Gasperini gli chiede di scendere sulla linea dei difensori. Ma lui non rinuncia neppure a spingere.
Juric 6:
Dopo il doppio infortunio gli si possono perdonare due o tre sbavature di troppo. Ma con davanti alla difesa è l’unico che garantisce filtro.
Criscito 6:
Finché sta in campo fa capire perché il vero incubo per il Genoa è il suo nuovo infortunio alla fine del primo tempo (44’ pt Sculli 5: ci prova, ma non lascia il segno)
Milanetto 6.5:
Finché può organizzare il gioco è il solito direttore impeccabile. Inventa un assist squisito sprecato da Mesto. Fa sempre un po’ paura quando perde palla davanti alla difesa.
Mesto 5:
Ha la responsabilità del mancato vantaggio del Genoa. Tutto solo davanti al portiere, prova a stoppare e perde palla. Nel secondo tempo diventa il vice Criscito.
Floccari 5.5:
Si batte e conquista palle, ma poi dovrebbe anche buttarle dentro. E la lucidità sotto porta non è il massimo.
Palacio 4.5:
Porta avanti molte palle, ma non è mai incisivo. Nell’uno contro uno finisce per perdere spesso palla. (17’ st Figueroa 5.5: entra e il Lille raddoppia. Non può dirsi fortunato)
Gasperini 5:
Si attendeva una reazione maiuscola dai suoi. Nella ripresa prova a dare la scossa con una squadra a trazione anteriore, ma le cose peggiorano. Troppo.
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