C'è sempre una prima volta. Quella di Cannes senza un film italiano in programma è arrivata dopo 80 anni. In passato era sempre presente un'opera italiana, quasi sempre nel concorso internazionale che assegna la Palma d'oro o nella prestigiosa Un certain regard.
L'ultima volta senza italiani nella gara più importante fu nel 2016. Vinse Io, Daniel Blake di Ken Loach ma Stefano Mordini era in corsa con Pericle il nero, interpretato da Riccardo Scamarcio, selezionato nella cadetteria. Insomma c'eravamo. Stavolta né Italia né Hollywood, siamo in buona compagnia ma consola poco. A chiarire retroscena e dinamiche pensa Jean Paul Salomé (foto), regista de L'affaire Bojarski, curioso e appassionante film sul falsario più geniale di sempre che in Italia uscirà dopo l'estate.
Esclusioni eccellenti. Come le interpreta
"Quest'anno non ero tra i selezionatori ma non drammatizzerei. Sicuramente non è una chiusura preconcetta nei confronti del cinema italiano che in Francia è molto amato. E non è ancora detta l'ultima parola, le scelte non sono ancora definitive".
Il candidato più autorevole sarebbe Nanni Moretti.
"Ha detto bene. Sarebbe. Il problema è che il suo Succederà questa notte non è ancora pronto. So per certo che non è stato escluso. In realtà non è ancora finito".
Strano non trovarne neppure uno.
"Può succedere. Ne parlavo proprio ieri con Alberto Barbera che dirige la Mostra di Venezia ed era d'accordo che forse non c'era nessun titolo italiano adatto a Cannes".
Cinema italiano
in fin di vita?"Affatto. Sono cicli, la Francia può contare su un sistema molto strutturato mentre altri Paesi come Germania, Spagna e forse anche Italia hanno difficoltà e poco sostegno. Insomma solo un anno no".