Cultura e Spettacoli

Nobili si nasce ma star si diventa a colpi di set

Sarah Ferguson fa la produttrice, Emanuele Filiberto l’opinionista, Giada De Blanck l’attrice. La duchessa di York ha realizzato con scorsese un film sulla regina Vittoria

Nobili si nasce ma star si diventa a colpi di set

Avranno pure sangue blu, nelle vene, ma nelle loro tasche fa più tendenza il verde. Tra vezzi e vizietti, castelli e lussi da mantenere, gli aristocratici sono alle prese con la crisi al galoppo. Inimmaginabile, oggi, un Luchino Visconti di Modrone, che sta mesi sul set de Il Gattopardo, pretendendo posate d'argento, per la rovina dei produttori. Impensabile, ora, una Soraya (la «principessa triste» ripudiata dall'ultimo Scià di Persia), pronta a pagare lei, per girare con Sordi, al fine di dimenticare Reza Pahlevi. Del principe Antonio De Curtis, in arte Totò, sappiamo quanto giocasse col suo titolo. E pazienza se un vero nobile non dovrebbe neanche conoscere la parola «lavoro»: i tempi cambiano, per fortuna e la Bastiglia è il nostro faro. Infatti la duchessa di York Sarah Ferguson, che ricordiamo benissimo nel 1992 mentre, in topless, da maritata del principe Andrea d'Inghilterra, abbandonava il suo alluce in bocca al manager Usa John Bryan, si è data al cinema. Insieme a Martin Scorsese e a Brian King, la quarantanovenne «duchessa rock'n’roll», compagna di merende di Lady D., ha coprodotto un film sulla giovinezza della regina Vittoria (Emily Blunt) e sulla sua grande storia d'amore con il principe Alberto di Sassonia Coburgo-Gotha (Rupert Friend). Yes, we Cannes, sembra dire l'esplosiva rossa, che dopo scandali, divorzio e liti con le figlie Beatrice ed Eugenia, ha mandato in sala (in Francia Victoria, les jeunes années d'une reine, regia del canadese Jean-Marc Vallée, è uscito il 22) un frutto del suo sudore, dove si guadagna la pagnotta, oltre a Miranda Richardson, la rampolla Beatrice. «Perché vorrei un Oscar? Ma per portarlo alla mia banca!», ha spiegato ai media francesi l'irrequieta Sarah, testimonial d'una casa, che promette miracoli ai ciccioni e fatina dell'associazione benefica «Children in Crisis». Seguace della serie tv I Tudors (Canale 5), da lei criticata «per quel troppo di porno», che contengono le scorribande sotto le lenzuola di Enrico VIII, «Sarah la Rossa» asseconda la tendenza anglosassone al biopic, ispirato alla monarchia britannica. Perché, ammettiamolo, la pelle dei ricchi e privilegiati è cinegenica, specialmente se rivestita da abiti sontuosi e crinoline deluxe. Inoltre, il blasone della Ferguson, autrice di soggetti sul suo kolossal storico (Family Life at Osborne House e Travels with Queen Victoria et Victoria and Albert) e in attesa di produrre un film su Lady D., è garanzia di credibilità. E lei, donna di cuori di affari, rimarca la somiglianza tra la regina Vittoria (1819-1901), sul trono da ragazza desiderosa di vita e libertà, e se stessa. «Ho molti punti in comune con lei: il gusto per la pittura, l'umorismo, lo spirito ribelle. E' stata perseguitata dal suo entourage... Ho voluto raccontare la sua storia, che riecheggia quella che ho vissuto con il principe Andrea». Intanto, Fergie è regina dei talk-show in Inghilterra e in America, dove spopola con Duchess for a day (Duchessa per un giorno), dispensando ricette e consigli da famiglia reale, ma non gratis: l'avidità patrizia è ben nota a chi stipula contratti con i bennati.

E i blasonati di casa nostra? Alla ripresa autunnale, su Canale 5, arriva Emanuele Filiberto di Savoia, che nel ruolo di opinionista fisso a Domenica Cinque, il primo contenitore domenicale Mediaset curato da una testata giornalistica (Videonews), affiancherà Barbara D'Urso. Dopo l'esordio, in giuria, a Il ballo delle debuttanti, il neo-vincitore di Ballando sotto le stelle spargerà il suo sapere. Nel frattempo, Fili, tra promozioni balneari e mostre sulla storia di Casa Savoia (ne ha inaugurata una, a Cortina, con cimeli, documenti e un pezzo della Sindone), s'industria. Costantino Della Gherardesca, al cadere delle prime foglie, tornerà a dire la sua su Italia Uno al Chiambretti Night. Ascoltandolo, i liceali magari lo collegheranno a quell'Ugolino dantesco dal quale discende. Libera da mammà, Giada de Blanck ballerà la lapdance nel film «5», dove, con Matteo Branciamore, volto de I Cesaroni, recita da ragazza dell'Est. I diamanti non sono per sempre, pare, se la contessa Donatella Pecci-Blunt, da Miami vende profumi, vini, e film (come John Jumano, «action movie spirituale»). Negli Usa burini, si sa, il sangue blu impressiona. Anche se Federico Moccia, presentando il suo «Amore 14», ha detto d'aver preso Raniero Monaco di Lapio «solo per il suo cognome». Ma forse ha ragione Olghina Di Robilant, quando, snobisticamente, parla di «neorealismo aristocratico»: ormai tutti lavorano, d'estate. Compresa lei, che nella sua Maremma scrive un romanzo per Mursia.

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