Nomi di dominio: perché le aziende americane spendono milioni di dollari?

Dal recente acquisto del nome a dominio<a href="http://www.facebook.com/"> FB.COM</a> da parte di Facebook per 8,5 milioni di dollari al leggendario Pizza.com

Il nome a dominio è la parte più rappresentativa di qualsiasi presenza sul Web, un utente che cerca su internet una marca, ad esempio Nike digiterà sul proprio browser almeno una volta nella vita l'indirizzo www.nike.com

Con questo principio, dettato dall'evidenza, i nomi a dominio nel corso degl'anni hanno cominciato ad essere un verso business mondiale, con tanto di eventi e manifestazioni in cui vengono scambiati nomi a dominio per milioni di dollari con un sistema ad aste. L'anno scorso proprio a Milano si è svolto uno di questi eventi internazionali il T.R.A.F.F.C. 2010, nel quale sono passati di proprietà domini come TELEFONI.COM per circa 14.000€. Somma di tutto rispetto se si considera che il prezzo medio per l'acquisto di un nome a dominio varia dai 4 ai 6€ e che il mercato italiano dei domini non è certo molto conosciuto.

La compravendita dei nomi a dominio però non si ferma solamente in questi eventi, ad esempio su SEDO.COM, il portale di aste per domini più grande in Europa, solo qualche mese fa è stato venduto PRESTITI.COM a circa 195.000€. Si tratta della cifra record per un dominio italiano, niente a che vedere ad esempio con la vendita di CarInsurance.com per circa 49.7 milioni di dollari.

Telefoni.com o Prestiti.com però indicano anche che il valore non si misura solamente nel nome del marchio, ma anche nel prodotto commerciale. Questo fenomeno sta diventando anche molto diffuso in Italia, dove trovare domini liberi che descrivano esattamente il nome di un prodotto è praticamente impossibile, se non in casi rari o in cui la nicchia di interesse è decisamente ristretta.

Poi ci sono casi particolari in cui il nome aziendale è lo stesso del prodotto offerto, come ad esempio l'azienda lombarda di scavi e demolizioni, la Taglio Calcestruzzi S.r.l. che ha come del dominio proprio TaglioCalcestruzzi.com; l'azienda brianzola Satech che si occupa di protezioni antinfortunistiche.

Ma non sempre le aziende italiane hanno saputo munirsi di nomi a dominio rappresentativi o che seguissero una qualche regola fondamentale per la propria presenza sul Web. In molti casi le aziende oltre a usare il proprio nome, hanno cominciato a mettere anche la denominazione sociale, pertanto si trovano siti aziendali del tipo www.rossisrl.it o www.bianchisnc.com non che questo sia uno svantaggio in termini di importanza sul Web o altro, ma non è certo un vantaggio.

Per questo è importante saper scegliere da subito un buon nome a dominio, in base anche alle ambizioni aziendali, se si vuole far crescere un brand ad esempio è obbligatorio usarlo anche come nome a dominio, anche se il brand ha un nome di fantasia o decisamente improbabile. Un esempio è Mainardisistemi.it della Mainardi Sistemi Srl: si occupa di pareti mobili e che nel tempo ha visto crescere del 500% le visite provenienti da visitatori che cercavano su Google la loro ragione sociale. Mentre se invece la strategia aziendale non è finalizzata a creare o rafforzare un brand, ma ad esempio a farsi trovare facilmente è obbligatorio in questo caso cercare di usare nomi a dominio che descrivano nel migliore dei modi il proprio prodotto.

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