Nomi «eccellenti» tra due secoli

Tra la prima assegnazione del 1927 a Giovanni Battista Angioletti e l’ultima del 2009 a Melania Mazzucco e Guido Rampoldi (sezione Opera Prima), una lunga schiera di nomi «eccellenti» ha caratterizzato gli 86 anni di vita del Premio Bagutta, sia in campo narrativo, sia saggistico, sia poetico. Eccone alcuni: Vincenzo Cardarelli (Il sole a picco, 1929), Carlo Emilio Gadda (Il castello di Udine, 1934), Vitaliano Brancati (Il bell’Antonio, 1950), Indro Montanelli (Pantheon minore, 1951), Giuseppe Marotta (Coraggiom guardiano, 1954), Alfonso Gatto (La forza degli occhi, 1955), Italo Calvino (Racconti, 1959), Giuseppe Dessì (Il disertore, 1962), Manlio Cancogni (La linea dei Tomori, 1966), Primo Levi (Storie naturali, 1967), Piero Chiara (Il balordo, 1968), Mario Soldati (Lo specchio inclinato, 1976), Carlo Cassola (L’uomo e il cane, 1978), Pietro Citati (Breve vita di Katherine Mansfield, 1981), Vittorio Sereni (Il musicante di Saint-Merry, 1982), Giorgio bassani (In rima e senza, 1983),Leonardo Sciascia (Cronachette, 1986), Alberto Arbasino (Fratelli d’Italia, 1994), Sergio ferrero (Gli occhi del padre, 1997).

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