Noren, che sorpresa Resiste a Dredge poi entra tra i grandi

Torna la nostra pagina dedicata al golf e torna con l’Omega European Masters che si è disputato - come da tradizione - sul percorso di Crans-Montana (Svizzera) ridisegnato da Severiano Ballesteros. Un torneo che grazie all’impegno degli organizzatori e dello sponsor principale da sempre richiama una griglia di partenza tra le più allettanti in Europa. Altro motivo di interesse il fatto che - negli anni dispari - l’European Masters è il primo torneo del Tour europeo valido per aggiudicarsi punti per entrare a far parte della squadra di Rider Cup che - negli anni pari - scende in campo per la sfida con gli Stati Uniti.
Detto ciò anche questa edizione 2009 dell’Omega è stata un successo sia sul piano golfistico che su quello dell’immagine. Un successo anche per l’albo d’oro del torneo che da sempre vede nomi di grandi campioni ed anche giovani emergenti che poi sono diventati dei grandi come José Maria Olazabal. L’edizione 2009 porta il nome di Alexander Noren, svedese di 27 anni, professionista dal 2007 che dopo buoni piazzamenti e un 31º posto nell’ordine di merito europeo dello scorso anno, ha colto il suo primo successo sul Tour intascando 333mila euro (su di un montepremi di 2 milioni di euro) ma soprattutto dimostrando maturità e tenuta di gioco. Noren è andato al comando dopo 54 buche con due punti di vantaggio sul sudafricano Schwartzel, tre sul gallese Dredge e quattro su di un terzetto formato da Jimenez, l’inglese McGowan ed il filippino Que. Altra primizia, questo è stato il primo torneo dell’European Tour in collaborazione con l’Asian Tour. Un nuovo modo per far ulteriormente crescere il golf asiatico voluto dallo sponsor Omega.
Torniamo a Noren. In molti si aspettavano che il giovane svedese avesse un cedimento nell’ultimo giro con di fronte giocatori di alto calibro. Invece Noren ha retto all’attacco di Dredge passato al comando sulle prime nove buche, a quello iniziale ma non proseguito da parte di Jimenez e dello stesso McGowan. Noren ha avuto pazienza e nel finale ha sferrato l’attacco con un birdie e un eagle ai due par 5 della 14 e della 15 per riacciuffare Dredge e poi tagliare il traguardo in bellezza con due colpi di vantaggio sul gallese, tre su McGowan e ben 5 su Jimenez che ha mollato nel finale. Rory McIlroy dato tra i favoriti si è riscattato solo nel finale con un giro in 64 colpi per risalire in settima posizione. Ottima la prestazione degli italiani con i tre professionisti presenti - i fratelli Molinari e Tadini - che hanno brillantemente passato il taglio insieme all’invitato Matteo Manassero, sedicenne campione British Amateur. Il migliore alla fine è stato Edoardo Molinari che ha chiuso in 14ª posizione con Manassero ottimo 23º. Al 32º posto Alessandro Tadini, Francesco Molinari ha chiuso in 42ª posizione. Questa settimana Francesco cercherà di rifarsi al Mercedes Championship in Germania (Sky sport 3 in diretta da oggi alle 14).
Negli Stati Uniti in programma il secondo dei tornei playoff per accedere al gran finale del Tour Championship riservato ai migliori trenta della stagione. Il Deutsche Bank Championship è stato vinto da Steve Stricker scatenato in questi playoff e che grazie a questa vittoria si porta in seconda posizione nel ranking mondiale e supera Tiger Woods nella classifica della Fedex Cup che appunto fa testo per i playoff e per il Tour Championship che metterà in palio 10 milioni di dollari. Tiger ha invano tentato una rimonta sulle ultime 18 buche girando in 63 colpi ma terminando seppur di stretta misura alle spalle di Stricker. Per il vincitore una moneta di un milione e 350mila dollari su di un montepremi totale di 7 milioni e 500mila dollari.