Nostro lettore umiliato in ospedale

Firenze Adesso il Giornale è bandito anche dai medici negli ospedali. Succede nella regione più rossa d’Italia, la Toscana, e nella falsamente democratica Firenze, dove un paziente non è più libero nemmeno di entrare in una struttura sanitaria pubblica per una visita con il proprio giornale in mano. Una fatto vergognoso, accaduto ieri nel più grande ospedale fiorentino, Careggi. Un paziente, Piero Masoni, 74 anni, titolare di un’industria di scaffalature metalliche, aveva un appuntamento alle 8,30 al nosocomio per un prelievo del sangue. «Prima di entrare in reparto - racconta Masoni - sono andato all’edicola a comprare un quotidiano. Quello che prendo di solito era finito così ho comprato il Giornale. Con il quotidiano in mano sono andato a immunogenetica e sono entrato nello studio del dottor Fabio Pradella per il prelievo del sangue (Pradella appartiene all’équipe medica di genetica diretta dal professor Maurizio Genuardi, ndr) mi sono tolto la giacca, ho appoggiato il giornale sul tavolo. Appena è arrivato il dottore ha iniziato a inveire nei miei confronti con frasi del tipo «che modo è questo di presentarsi, appoggiare questo schifo di giornale sul mio tavolo, questo giornale nazista nel mio studio. Non si può entrare in un ospedale con un giornale del genere. Dovrebbe vergognarsi». Il signor Masoni, frastornato da quella reazione, non ha saputo nemmeno reagire a tono, preso fra l’altro dai suoi problemi di salute e per niente interessato alle esternazioni ideologiche di quel medico. «E se fossi venuto con l’Unità o la Repubblica?», gli ha domandato Masoni. «Sarebbe stato certamente meglio rispetto a questo giornale fascista», ha risposto il dottore. Dopodiché ha infilato l’ago al paziente (un po’ preoccupato) e gli ha prelevato il campione di sangue. «Poi è andato nella stanza accanto e ha ripetuto che nessuno doveva permettersi di entrare nel suo studio con un giornale del genere, che non andava portato in un luogo pubblico quale un ospedale. È la prima volta che mi accade una cosa del genere e per questo da oggi continuerò a comprare il Giornale».

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