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Il "notturno" dei fratelli campani adorna il polso del XXI secolo

Il tempo indicato da satelliti orari e minuti retrogradi identifica alla perfezione il concept della Maison

Il "notturno" dei fratelli campani adorna il polso del XXI secolo
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Nel 1656 i fratelli Campani (Pier Tommaso, orologiaio del Vaticano, Giuseppe e Matteo) presentarono a Papa Alessandro VII il loro orologio notturno silenzioso, per consentirgli di leggere l'ora, al buio, in qualunque momento, dato che soffriva di una forte insonnia. Di fatto, sul quadrante decorato artisticamente, dietro un'apertura a 180° scorrevano le ore vaganti, disposte, a gruppi di quattro, su tre dischi rotanti, a loro volta montati e solidali ad un ulteriore circonferenza girevole a 360°: le ore che percorrevano la suddetta apertura, sopra la quale erano indicati i quarti, erano traforate ed illuminate da un lume ad olio o una candela posta all'interno della cassa.

Ad una simile impostazione satellitare si sono richiamati Felix Baumgartner e Martin Frei, per dar vita ad Urwerk, nel 1997, Maison di pura nicchia, da poco più di duecento esemplari all'anno, attraverso la quale, osserva Felix, "abbiamo voluto tornare all'espressione più semplice del tempo, in cui la lettura dell'ora sia facile ed intuitiva, ispirata dal movimento del Sole attraverso il cielo". Un concetto tridimensionale, fortemente futuristico ed all'avanguardia, ma assolutamente rispettoso della storia dell'orologio dove, secondo Baumgartner, "il rispetto non significa ripetere la stessa cosa nel tempo, ma costituisce la base per prefigurare l'evoluzione dell'Alta Orologeria". E, così, l'originario UR-101 di ventotto anni fa, dalla cassa a sviluppo verticale con corona al 12, assimilabile ad un'astronave, oggi, trova il suo naturale sviluppo nell'UR-230, da 44,81 x 53,55 mm e 14,3 mm di spessore, recentemente proposto nella versione Black Star, in ceramica composita nera: strati di ceramica intrecciata, fibra di vetro e fibra di carbonio sono stati integrati in una matrice polimerica, la cui superficie piatta e liscia è illuminata da punti scintillanti, creando una texture vibrante, che rivela la luce avvolgendola di ombre. Il fondello è in titanio DLC nero e il vetro zaffiro sagomato visualizza la complicazione satellitare, con un perno centrale girevole che collega i tre satelliti con ore cubiche rotanti (quattro per ciascuno) illuminate dal SuperLuminova, proprio come lo schema notturno ideato dai fratelli Campani. Questi blocchi a quattro lati si muovono su di un settore di 120°, in basso, graduato sui 60 minuti: l'ora attiva scorrente lungo lo chemin de fer dei minuti, viene incorniciata da una lancetta a gladio traforata e retrograda in alluminio, che l'accompagna per tutto il suo percorso a partire dallo 0. Allo scadere dei 60 minuti, la suddetta sfera scatta indietro sul satellite successivo, già pronto sull'ora corretta, ripartendo da zero. Ad animare questa danza spaziale, protetto da un contenitore ermetico in titanio, è il calibro automatico UR-7.30, sviluppato da Urwerk (bilanciere ad inerzia variabile, 28.800 alternanze/ora, doppio bariletto e autonomia di 48 ore): la carica automatica è controllata da un esclusivo sistema a doppia turbina (una per assorbire gli urti esterni, l'altra a regolare il flusso d'aria della ricarica automatica a guisa di freno aerodinamico, indicato all'11).

Infine,

sul fondello, un comando consente di controllare l'incidenza del rotore, arrivando a disattivarlo per passare alla modalità di ricarica manuale (indicatore all'1). Urwerk, un mix di arte moderna e savoir-faire orologiero.

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