«Nuova Picanto in primavera e poi la nostra “world car”»

MilanoSenza incentivi, come va il mercato dell’auto?
Risponde Giuseppe Bitti, amministratore delegato di Kia Italia.
«Nei primo trimestre il trascinamento degli ordini del 2009 ha dato un’immagine ottimistica del reale andamento del mercato, che si è visto invece da aprile in poi. Oggi, sulla base degli ordini raccolti da inizio 2010, stimiamo che la dimensione del mercato non valga più di 1.800.000 unità, cioè circa 350mila in meno rispetto allo scorso anno. Ma il dato delle immatricolazioni, alla fine, sarà più consistente, sia per effetto del dato positivo del primo trimestre sia per la propensione delle case automobilistiche a supportare volumi e quote di mercato ricorrendo ai “chilometri zero”».
Significa che le case continuano a puntare prima di tutto sui volumi?
«Parliamo di aziende industriali che devono cercare di rispettare i target produttivi, a qualunque costo. Ma per le reti di vendita il discorso è diverso, poiché in una fase così delicata di mercato, l’esigenza di supplire la mancanza di incentivi statali con ulteriori campagne promozionali, penalizza ulteriormente la redditività già così risicata».
Dove colpisce di più la crisi, nel day after degli incentivi?
«Sono in calo le vendite di city-car, utilitarie e compatte, cioè i tre segmenti che contano e avevano beneficiato in maniera massiccia degli incentivi 2009. E si sta ridimensionando il peso delle auto ecologiche, che senza contributi statali risultano meno convenienti per i clienti finali».
Kia in Italia ha puntato molto sulla doppia alimentazione benzina-Gpl. E adesso?
«Avevamo programmato la produzione per il primo trimestre, aggiungendo qualcosa per i mesi successivi. Dunque, non abbiamo grandi giacenze, ma siamo in grado di modulare la produzione in base alla domanda reale del mercato».
Che cosa si vende più facilmente?
«In controtendenza al mercato, è in crescita la domanda di modelli di nicchia, quali monovolume compatti, Suv e crossover, per i quali forse nella motivazione all’acquisto prevale la componente emozionale su quella razionale basata prevalentemente su promozioni e su sconti».
Kia ha Sorento e Sportage...
«Sorento sta avendo un grande successo in tutto il mondo, pertanto i tempi di consegna si sono allungati, ma nel secondo semestre la situazione dovrebbe migliorare. Quanto a Sportage, dopo l’estate uscirà la terza generazione: completamente nuova e con un posizionamento un po’ più alto rispetto al modello attuale, caratterizzato da un design particolarmente moderno e personale, grazie al quale sta già diventando un’icona per gli estimatori dei Suv compatti».
Altre novità in arrivo?
«Nella primavera del 2011 debutterà la nuova generazione della Picanto. E in estate una compatta di segmento B sui 4 metri di lunghezza, costruita in Corea ma pensata come world car. Ciò che manca attualmente nella nostra gamma».
Oltre all’utilitaria, manca una berlina di prestigio. Nessuna tentazione di riprovare con l’alto di gamma?
«È in discussione il lancio di una versione wagon dell’erede di Magentis-Optima. Nel mercato delle flotte può ritagliarsi il suo spazio. Ma si parla sempre di numeri non elevati».
L’immagine di marca sta diventando sempre più importante anche per i costruttori generalisti come Kia. Contenti della svolta che il nuovo capo dello stile Peter Schreyer ha impresso al design?
«A Schreyer è stato dato l’obiettivo di dare un’identità alla marca. Dalla Soul in avanti, questo apporto si vede. E in futuro ancora di più. Nel rispetto delle risorse a disposizione e senza sovrapposizioni con Hyundai, che nel gruppo sarà posizionata come la marca mirata maggiormente ai volumi».
Per il secondo semestre prevede la reintroduzione di qualche misura di stimolo?
«Vista la situazione economica generale, non so se il governo deciderà in questo senso. L’importante è che non si creino false attese, che potrebbero turbare ulteriormente il mercato».
Qual è il target di Kia in Italia per il 2010?
«Molto dipenderà dalla disponibilità di Sorento e Sportage. Con un approvvigionamento sufficiente, parliamo di 24mila unità, contro le 21mila dello scorso anno, anche se fare previsioni in questo momento di generale incertezza non è affatto semplice».

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