Nuove frontiere

La valutazione della ricerca per il miglioramento della produttività scientifica

L'Universitas Mercatorum ha promosso un incontro a Roma al quale hanno partecipato numerosi illustri esperti di settore, durante il quale si è discusso delle potenzialità della valutazione della ricerca scientifica

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Presso la Coffee House di Palazzo Colonna, l’Universitas Mercatorum - l’Università delle Camere di Commercio Italiane del Gruppo Multiversity - ha ospitato l'incontro dal titolo "Research Evaluation: State of the Art and Future Scenarios", il cui tema è stato Il ruolo chiave della valutazione della ricerca scientifica quale strumento di policy e di management di Enti di ricerca e Università, di riconoscimento e premiazione del merito, e di trasparenza nei confronti del contribuente.

Nel nostro Paese, una grande influenza nel miglioramento della produttività scientifica delle istituzioni di riferimento, per la riduzione delle disparità tra le università del Nord e del Sud Italia, l'ha avuta l'istituzione dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (Anvur) e di sistemi di valutazione associati a schemi incentivanti, quali la Valutazione della Qualità della Ricerca (Vqr) e l’Abilitazione Scientifica Nazionale (Asn). "Oggi, i sistemi di ricerca rivestono un ruolo fondamentale nel sostenere la competitività dei Paesi e lo sviluppo socio-economico. Il miglioramento continuo di tali strumenti avviene non solo attraverso un crescente impiego di risorse, ma anche grazie all’incremento della produttività nel settore", ha spiegato Giovanni Cannata, magnifico rettore dell’Universitas Mercatorum, in apertura di lavori. Il rettore ha adeguatamente sottolineato che "lo sviluppo e la crescente applicazione di nuove tecnologie quali il machine learning e l’intelligenza artificiale, insieme ad alcuni importanti fenomeni in atto, quali la forte spinta verso la scienza aperta e la parità di genere nella ricerca, nonché il mai risolto dibattito sulle metodologie più appropriate di valutazione, peer review o bibliometria, rinvigorito dalla recente istituzione della Coalition for Advancing Research Assessment (CoARA), aprono scenari futuri per questa attività, e la sua valutazione, tutti da esplorare".

Il professor Antonio Uricchio, presidente dell'Anvur, invece, ha messo in evidenza che il suo istituto, con strumenti come gli esercizi Vqr, ha contribuito a definire e migliorare "una cultura della qualità e della valutazione che ha portato alla crescita complessiva della produzione scientifica delle ricercatrici e dei ricercatori". Per le università e gli enti di ricerca, la Valutazione della Qualità della Ricerca, infatti, "è una straordinaria opportunità per promuovere policy interne che favoriscono l'apprezzamento della produzione scientifica e dell’impatto che essa può produrre sulla società". Giovanni Abramo, Professore ordinario di Management dell’Innovazione e Entrepreneurship all’Universitas Mercatorum e Presidente dell’International Society for Scientometrics and Informetrics (ISSI), invece, ha voluto mettere l'accento sull'importanza del convegno, che ha creato un punto di incontro tra "la scienza della valutazione" e gli utilizzatori. Il dialogo e lo scambio di know-how che si sono uniti in un flusso di straordinaria importanza, per consolidare la certezza dell'importanza della valutazione della ricerca come elemento sempre più centrale per il sostegno dell'innovazione e del progresso scientifico.

Oltre agli illustri esperti già citati, tra gli altri hanno partecipato all'incontro anche Emanuela Reale, Co-Editor-in-Chief della rivista "Research Evaluation"; Alesia Zuccalà, Professoressa del Dipartimento di Comunicazione dell’Università di Copenhagen, Danimarca; Dag Aksnes, Professore del Nordic Institute for Studies in Innovation,

Research and Education (NIFU), Norvegia; Stefano Laporta, Presidente ISPRA; Raffaello Bronzini, Responsabile del Nucleo di Coordinamento delle Attività di Analisi, Studio e Ricerca del MUR.

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