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WhatsApp, la depressione si nasconde negli audio: così viene scoperta

Un nuovo studio ha messo in luce, grazie all'uso dell'intelligenza artificiale, la depressione che si può nascondere nella voce prima della diagnosi: ecco cosa si può scoprire con le note vocali di WhatsApp

WhatsApp, la depressione si nasconde negli audio: così viene scoperta
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Si potrebbe fare una prima diagnosi di depressione anche tramite i messaggi vocali che si registrano su WhatsApp grazie all'utilizzo dell'intelligenza artificiale: è la scoperta di un gruppo di studiosi che sulla rivista scientifica Plos Menthal Health ha pubblicato i risultati ottenuti su alcuni gruppi di pazienti con una precisione anche maggiore del 91% sulle donne.

Quali sono i risultati

Questo studio è stato basato sulla ricerca clinica dei biomarcatori vocali prendendo un campione di persone che hanno registrato un parlato naturale, quindi informale, invece delle registrazioni strutturate. I ricercatori hanno analizzato brevi messaggi audio WhatsApp di adulti e confrontato profili di persone depresse diagnosticate da un medico con profili di persone non depresse. A questo punto, pazienti ambulatoriali e volontari hanno fornito brevi clip audio WhatsApp con ben il 91% di disturbi depressivi scoperti sulle donne e l'80% negli uomini.

Il contenuto degli audio su WhatsApp

I modelli di intelligenza artificiale utilizzati sono stati addestrati su 86 partecipanti e testati su un set indipendente di 74 persone e suggeriscono un'elevata sensibilità di screening nelle donne ma con un tasso di falsi positivi non trascurabile che richiede una valutazione clinica di conferma. Nei messaggi vocali le persone erano solite parlare di argomenti di uso quotidiano ma anche di qualcosa che era accaduto nelle settimane precedenti.

Cosa può cambiare adesso

"Le tecnologie digitali offrono un'opportunità unica per migliorare l'accessibilità allo screening per la salute mentale - hanno spiegato gli studiosi - Tra queste, WhatsApp, una delle applicazioni di messaggistica istantanea più utilizzate a livello globale, rappresenta un promettente strumento di salute pubblica per la rilevazione dei sintomi depressivi attraverso l'analisi vocale passiva e non invasiva. Un simile approccio potrebbe consentire l'identificazione precoce, a basso costo e su larga scala degli stati depressivi, supportando sia l'assistenza clinica che il monitoraggio a livello di popolazione".

L'importanza dell'apprendimento automatico

Tutto questo è possibile grazie ai recenti sviluppi nell'apprendimento automatico (Ml) e nell'elaborazione del segnale vocale che hanno aperto promettenti strade per strumenti scalabili e non invasivi per il rilevamento della depressione. "A nostra conoscenza, questo è il primo studio ad applicare modelli di Ml clinicamente validati ai dati vocali acquisiti tramite WhatsApp, una piattaforma già ampiamente integrata nella comunicazione sulla salute mentale in contesti reali".

Si sta aprendo, dunque, un nuovo metodo per diagnosticare una condizione di salute mentale diffusa, la depressione, che colpisce circa 280 milioni di persone in tutto il mondo e rappresenta il 5% della popolazione adulta secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) nel 2019.

"Gli studi hanno dimostrato il potenziale dei modelli Ml per classificare la depressione utilizzando biomarcatori vocali, con alcuni che suggeriscono che anche i sintomi depressivi minori possono essere rilevati attraverso questi metodi".

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