A Oakland i panini si ordinano col touch-screen

Immaginatevi, per un attimo, allo stadio, comodamente seduti al vostro posto con un «touch-screen» a disposizione proprio di fronte a voi. Sfiorate lo schermo digitale e compaiono i risultati in tempo reale. Un altro tocco ed ecco le statistiche aggiornate ed i profili dei giocatori in campo. Cominciate a provare un leggero languore allo stomaco. Detto, fatto: una lista di cibi e bevande vi compare a video, basta solo effettuare l'ordine ed il pasto è servito. Un bisogno impellente di andare alle toilette, ma dove sono? Il touch-screen non solo offre la mappa con i servizi più vicini, ma, se poi decidete di andarvene, funge anche da «navigatore» e indica la via più breve per uscire dallo stadio.
Tecnologie sofisticate, innovative, ma semplici da usare e soprattutto disponibili. Tanto è vero che negli Usa le hanno già previste in alcuni ambiziosi progetti per realizzare gli stadi del futuro. Il baseball è il primo sport a convergere verso questa autentica rivoluzione tecnologica. Ad utilizzare i nuovi sistemi potrebbero essere, tra qualche anno, i tifosi della baia di San Francisco, quelli che tengono per gli Oakland Athletics, la squadra professionistica della Major League che da oltre 40 anni gioca all'Alameda County Coliseum e che potrebbe emigrare in un nuovo stadio con le meraviglie hi-tech. Il «Cisco Field» dovrebbe aprire i battenti per il 2012 a Fremont, 20 miglia più a sud del Coliseum, nei pressi del centro di San José, su un'area di oltre mezzo chilometro quadrato. Capienza fino a 35.000 spettatori, costi stimati tra i 400 e i 500 milioni di dollari, 24-36 mesi di tempo per realizzarlo. Il condizionale è però d'obbligo, perché il progetto è al centro di un acceso dibattito: Oakland (con a capo il sindaco) non vuole assolutamente perdere gli A's e sta facendo di tutto per tenerseli al Coliseum, mentre San José spinge per avere una squadra di vertice in città.
Resta il fatto che il progetto dello stadio è stato presentato come uno dei più avanzati al mondo dal punto di vista tecnologico. All'interno, ciascun posto sarà infatti dotato di uno schermo interattivo senza fili attraverso cui ogni fan potrà svolgere diverse attività, stando seduto in assoluta comodità. Per esempio, visualizzare i dettagli della partita in corso, dati e curiosità su battitori e lanciatori schierati, o gestire lo score virtuale (una tabella su cui tenere traccia di ogni singola azione di gioco). Oppure richiedere informazioni sui servizi all'interno dello stadio, come il tragitto più veloce per recarsi in bagno e l'indicazione di quello dove c'è meno coda. Fino ad arrivare alla possibilità di prenotare il famoso «ball tip sandwich» senza alzarsi dal proprio posto, perché sarà un addetto a consegnarlo personalmente. Mentre la partita si avvia al nono inning, lo spettatore potrà vedere sul display qual è l'accesso più agevole per uscire dallo stadio e raggiungere la propria casa, verificando pure le condizioni del traffico. Ma è allo studio anche un sistema di teleconferenza che consentirà ai tifosi di contattare in modo virtuale le star del baseball e richiedere autografi.
Dalla Bay Area, sponda Pacifica, alla Florida. Altro stadio di baseball, altro prodigio tecnologico. Anche questo previsto per l'opening game del 2012. La nuova casa dei Tampa Bay Rays verrà costruita a pochi metri dal mare, sempre a St. Petersburg. Un progetto da 450 milioni di dollari per un impianto da circa 34.000 posti. Ma a differenza dell'attuale Tropicana Field, inaugurato 18 anni fa e non particolarmente amato per via dell'elevata umidità, il nuovo stadio che ospiterà le gare interne dei Rays sfrutterà i benefici specifici dell'acqua e del clima marino. Caratterizzata da elementi di design nautico, con un albero centrale alto quasi 100 metri, la struttura utilizzerà un sistema di cavi sospeso tra archi in grado di aprire e chiudere la copertura, realizzata con un tessuto speciale, come fosse una grande vela. Ciò permetterà di far entrare luce ma soprattutto di convogliare la brezza marina proveniente dall'oceano (temperature più basse di 8-10 gradi), con sommo piacere degli spettatori. Nei piani di sviluppo del progetto è previsto, inoltre, il trasporto di acqua fredda attraverso la costruzione in cemento: in questo modo, le poltroncine saranno comode e fresche anche durante le gare in notturna, senza possibilità quindi di rilasciare il caldo accumulato nelle ore diurne.
E sempre in Florida, c'è un terzo imponente progetto che ha avuto lo start nello scorso luglio. Fra tre anni sarà pronto il nuovo stadio da 37.000 posti che ospiterà le gare di Major League dei Florida Marlins di proprietà dell'italo-americano Jeffrey Loria. Sorgerà a due miglia dal centro di Miami, in un'area chiamata «Little Havana», costo 515 milioni di dollari. Un impianto first-class con un tetto retrattile a tre strati in grado di chiudersi completamente in 13 minuti. Ma ci saranno anche una piscina, una veranda all'esterno destro e 60 suite private.

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